Aviaria, altri 100 milioni di
aiuti
Altri 100 milioni di euro per risollevare un settore in crisi, oltre ai 100 stanziati dal Consiglio dei Ministri per cassa integrazione e mobilità e ai 20 per il ritiro delle carni stoccate. Grazie all’accordo con il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, con le associazioni datoriali e con il sindacato, gli avicoltori avranno dunque uno stanziamento extra nel 2006 “per interventi di sostegno al reddito nei confronti di lavoratori delle imprese operanti nei settori in difficoltà per la crisi dell’influenza aviaria”. Il provvedimento - reso noto dal ministro del Welfare, Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi - ha valore retroattivo dal primo gennaio 2006. Maroni ha precisato che l’accordo è “ottimo” e che se 100 milioni non fossero sufficienti ci sarà un nuovo incontro per rifinanziarlo”, mentre mercoledì prossimo il Senato varerà una volta per tutte il decreto sull’agricoltura che contiene l’emendamento a favore del settore avicolo.
Mentre in Italia si lavora per rendere al più presto concreti gli aiuti autorizzati dall'Unione europea, l’emergenza veterinaria dilaga. In Germania c’è il sospetto che il virus H5N1 abbia colpito per la prima volta anche volatili domestici. Si tratterebbe di un’anatra di un allevamento nel sud di Ruegen, l’isola baltica dove si è registrato finora il maggior numero di casi di infezioni di uccelli selvatici. Ma non basta. Un altro caso sospetto di influenza aviaria è stato scoperto in un allevamento di pollame nella Francia orientale, nei pressi di Lione, non lontano dal luogo dove erano stati trovati due uccelli selvatici contagiati. Se confermato, sarebbe il primo caso di influenza aviaria in un’azienda agricola francese.