La bilancia commerciale dell'’area euro con il resto del mondo ha registrato, nel 2005, un saldo attivo pari a 23,4 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 71,5 miliardi dell’anno precedente. Questa la prima stima, resa nota da Eurostat, sull’andamento del commercio estero di Eurolandia che, a dicembre 2005, ha segnato invece un deficit di 0,9 miliardi (in linea con quello del mese precedente) a fronte di un surplus di 5,5 miliardi a dicembre 2004. Per quanto riguarda la Ue-25, l’anno scorso la bilancia commerciale ha evidenziato un disavanzo pari a 106,4 miliardi, in netta crescita rispetto al deficit di 62,9 miliardi del 2004.
Andando nel dettaglio, Eurostat rileva che nel periodo gennaio-novembre 2005 è aumentato sensibilmente il deficit energetico (da -134,2 a -198,9 miliardi), mentre è aumentato il surplus nei settori dei macchinari e veicoli (da 72,8 a 92,7 miliardi) e della chimica (da 58,9 a 64,0 miliardi). A livello geografico, sempre nel periodo gennaio-novembre 2005, se si eccettua la flessione delle importazioni dal Giappone (-2%), gli altri flussi commerciali con i grandi partner sono aumentati: le esportazioni sono cresciute del 24% verso India e Russia, del 13% verso la Corea del Sud e dell’11% verso la Norvegia; l’import ha segnato un progresso del 32% dalla Russia, del 23% dalla Cina, del 19% dalla Norvegia e del 17% dall’India.
Per quanto riguarda, infine, i singoli Paesi europei, Eurostat rileva che l’attivo commerciale più elevato è stato registrato dalla Germania (149 miliardi), seguita da Olanda (32,5), Irlanda (31,9) e Svezia (14,8); i deficit più pesanti sono stati appannaggio di Gran Bretagna (-93,4), Spagna (-67), Francia (-27,7) e Grecia (-27,1). In Italia il disavanzo è stato pari a 8,6 miliardi.