Secondo l’inchiesta condotta dall’Isae su un panel di
circa mille imprese della piccola e grande distribuzione, a gennaio torna a
salire il clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio. L’indice
sintetico destagionalizzato, rimbalzando in prossimità del valore dello scorso
novembre, si porta quindi a 105,5. Il miglioramento è dovuto, in particolare,
al forte aumento del saldo relativo ai giudizi sull'andamento corrente degli
affari e al nuovo ridimensionamento del livello delle scorte. Sfavorevoli si
confermano, al contrario, le aspettative circa il volume futuro delle vendite.
Quanto alle variabili che non entrano nella definizione del clima di fiducia,
segnali di forte ottimismo emergono dal lato dell'occupazione, mentre lieve
preoccupazione traspare, al contrario, dalle attese sul volume futuro degli
ordini. Relativamente ai prezzi, le tensioni inflazionistiche, che appaiono in
accentuazione già nel mese in corso per quel che riguarda i prezzi all'origine,
risultano in ripresa soprattutto con riferimento ai prezzi di vendita.
Disaggregando i risultati per tipologia distributiva, il miglioramento della
fiducia non risulta però diffuso ad entrambe i circuiti di vendita.
L'indicatore, infatti, confermandosi in crescita nella distribuzione
tradizionale (108,4 da 103,9 in dicembre), emerge al contrario in peggioramento
in quella "moderna" (103,4 da 107,8). Cala invece a febbraio la
fiducia nei servizi di mercato. Secondo le rilevazioni condotte dall’Isae,
l'indice grezzo cala a 20, da 21 di gennaio, in seguito al deteriorarsi dei
giudizi sugli ordini e delle prospettive di breve periodo dell'economia
italiana; tuttavia, il confronto con il dato di febbraio 2005 - che non risente
dei fattori stagionali - mostra un netto miglioramento della fiducia su base
annua (l'indicatore era pari a 14). Segnali sfavorevoli provengono anche dalle
variabili non componenti l'indice: calano i saldi di giudizi e aspettative
sull'occupazione e peggiora la situazione corrente del fatturato; quest'ultima
e' tuttavia compensata da aspettative favorevoli per il prossimo
trimestre. Dal lato dei prezzi, gli
operatori segnalano l'intenzione di aumentare i listini; la tendenza caratterizza
in particolare i servizi alle famiglie e, in misura minore, quelli alle
imprese. L'andamento della fiducia non e' del tutto omogeneo a livello
settoriale: l'indice grezzo cala nei servizi alle famiglie (a 11, da 17), in
seguito al netto peggioramento dei giudizi sugli ordini; la fiducia si mantiene
stabile (a 9) nei servizi finanziari e migliora invece in quelli alle imprese
(a 27 da 24) grazie al netto miglioramento delle aspettative sugli ordini; nel
febbraio 2005, il clima di fiducia nei servizi alle famiglie, finanziari e alle
imprese, era pari rispettivamente a 24, 18 e 4. A livello territoriale, cresce
la fiducia nel Nord Ovest (a 30, da 27), nel Nord Est (a 24, da 13) e al Sud (a
6, da 3); cala invece al Centro (a 4, da 19) dove prevalgono giudizi nettamente
sfavorevoli sugli ordini.