Sono stati tolti ieri in tarda mattinata i presidi che da giorni bloccavano i varchi del personale all’aeroporto di Fiumicino e la situazione è lentamente tornata alla normalità. La decisione dei lavoratori dell’Alitalia, che dal 19 gennaio avevano bloccato a terra centinaia di voli, è arrivata dopo un’assemblea nella quale i rappresentanti sindacali hanno spiegato ai manifestanti la posizione espressa dal Governo sulla questione nell’incontro a Palazzo Chigi di mercoledì scorso. Ora si attende il vertice decisivo, al quale parteciperà anche l’azienda, che si terrà nuovamente a Palazzo Chigi mercoledì prossimo, primo febbraio. Anche ieri ci sono stati disagi per molti passeggeri, diversi voli hanno subito ritardi e alcuni sono stati cancellati, ma lentamente la vita di viaggiatori e personale nello scalo romano è tornata alla normalita'.
Le organizzazioni sindacali hanno però sottolineato che, rimossi i blocchi, resta comunque “lo stato di agitazione di tutte le categorie di lavoro nella compagnia” e “non è esclusa qualche altra iniziativa di protesta"”prima del primo febbraio.
Dal punto di vista politico, “il Governo si sta impegnando nella direzione di una soluzione della cris”, che è “sperabile”, ha detto ieri il premier, Silvio Berlusconi. Il ministro della Attività produttive, Claudio Scajola, ha spiegato che occorre “lasciar lavorare Alitalia e creare le condizioni di una pace sindacale e aziendale”, mentre Giulio Tremonti ha definito la compagnia “una buona società con buone potenzialità”, spiegando che il piano Cimoli “è l’unico modo per salvarla”. “In occasione dell’aumento di capitale - ha detto il ministro dell’Economia - i mercati ci hanno messo un miliardo di euro sulla base di un piano industriale che è stato sponsorizzato dal Governo e approvato dalla Ue. Quel piano va realizzato per non far chiudere Alitalia”.
CM/fs
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26-01-06 18:58 NNNN