Non è più reato sparare agli intrusi. E quindi non è più punibile chi, vedendo minacciata la propria incolumità o i propri beni, reagisce armi in pugno. In casa propria o in ufficio. Con il voto compatto della Cdl (244 sì e 175 no) la Camera ha infatti dato il via libera definitivo alla riforma della legittima difesa.
Il sì all’uso delle armi, dopo tre anni di 'parcheggio' in Parlamento, è arrivato dalla modifica dell’articolo 52 del Codice penale. Se fino a ieri una reazione violenta della persona minacciata era consentita solo se proporzionata all'offesa, con il varo della pdl cade questo vincolo. La proporzionalità della reazione verrà considerata presunta. Questo significa che un cittadino che sorprende in casa, in ufficio o anche nel proprio negozio, un ladro o un aggressore potrà mettere mano alle armi per difendere la propria incolumità e quella dei presenti. Non solo. Una simile reazione sarà giustificata anche se l’intruso minaccia la proprietà privata, con furto o danno a beni materiali. Se nel corso della colluttazione il ladro, o comunque l’aggressore, rimarrà ferito o ucciso l’autorità giudiziaria non dovrà più valutare l’eventuale eccesso di difesa. Proprio perché ci sarà la presunzione di proporzionalità tra offesa e difesa. La legge pone però due limiti alla difesa dei beni: non ci deve essere desistenza da parte dell’intruso e deve esserci pericolo di un’aggressione ad una persona.
L’Unione, però, accusa: “è un vero e proprio principio da Far West”. Preoccupato Luciano Violante, capogruppo Ds a Montecitorio, avverte: l’autodifesa armata “espone i cittadini a violenze preventive da parte dei criminali” e quindi “costituisce il segno del fallimento della politica della sicurezza del governo Berlusconi”.
Critici anche i penalisti. Secondo Ettore Randazzo, presidente delle Camere penali, “è stata approvata un’altra legge ingiusta: autorizza la 'legittima offesa'”. Si respira aria di grande soddisfazione, ovviamente, nel Carroccio. Esulta il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, perché c’è stato “un passo avanti per Abele”. Da oggi - ha aggiunto il Guardasigilli – “i delinquenti devono avere qualche timore in più e le brave persone, vittime di aggressioni, qualche problema in meno”.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Albonetti, che ha sottolineato come “non si può pensare di delegare al cittadino e al commerciante un compito che crediamo sia e debba rimanere dello Stato. Il Far West lasciamolo agli americani”.
“C’è il rischio - ha aggiunto - che i delinquenti giungano all’obiettivo con l’animo di chi entra in guerra, legittimato dal fatto che anche il bersaglio ora può reagire non solo per difendere se stesso, ma anche i propri beni materiali”.
Di diverso avviso Michela Vittoria Brambilla, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio: “ma quale Far West! La nuova legge sulla legittima difesa non è un invito a sparare, ma la possibilità di difendersi senza poi paradossalmente trovarsi sul banco degli accusati. Con questa legge si avrà uno strumento di difesa in più per tutti i cittadini e per i commercianti a rischio quotidiano nelle loro attività di servizio per la comunità”.