Confermando la stima preliminare, l’Istat ha comunicato
che l’inflazione a dicembre è risultata invariata rispetto a novembre e ha
registrato un +2% su base annua (+2,2% a novembre). Per quanto riguarda
l’inflazione di fondo (quella depurata dei beni più volatili come gli
alimentari non lavorati e gli energetici) si è registrato un aumento del 1,6%
(+1,5 al netto dei soli beni energetici). “A dicembre – precisa l’Istat -
l’andamento del tasso tendenziale di crescita dei prezzi al consumo risente, in
primo luogo, dell'andamento dei prezzi del comparto dei beni energetici (+9,3%
tendenziale, -1% congiunturale), che hanno registrato un ulteriore
rallentamento del tasso di crescita in ragione d'anno”. “La dinamica dei prezzi
del settore alimentare – prosegue la nota- permane moderata (+0,8% tendenziale,
+0,3% congiunturale), nonostante la prosecuzione dei segnali di ripresa
congiunturale”. Il rallentamento dell’inflazione a dicembre si deve inoltre ai
prezzi dei tabacchi (+3,2% tendenziale,
nulli su mese), che hanno registrato un notevole rallentamento della
crescita tendenziale. Per quanto riguarda i servizi (+2,1% tendenziale, nulli
su mese) l'andamento anno su anno conferma i segnali di rallentamento rilevati
da diversi mesi.