Frenano i consumi degli italiani, che però non rinunciano a telefonini e viaggi. Nel 2005, illustra la Relazione generale sulla situazione economica del Paese, presentata al Governo e al Parlamento dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, la spesa per consumi durevoli, +0,6% in termini reali lo scorso anno, ha notevolmente ridotto i ritmi di crescita registrati nel 2004 (5,2%), risentendo del negativo andamento sia delle vendite di mobili ed elettrodomestici che dei mezzi di trasporto (-0,8% e -0,7% le relative performance). In controtendenza risultano gli acquisti dei beni a maggior contenuto tecnologico, i cui acquisti sono risultati molto vivaci, con tassi di sviluppo che hanno toccato il 16,8% per la telefonia. I beni non durevoli (-0,5%) hanno continuato a risentire del basso clima di fiducia, a cui sembrano essere correlati in modo sostanziale.
Particolarmente depresse sono risultate le spese in vestiario e calzature (-4,9%), mentre si è osservata una ripresa dei consumi alimentari (+1,2%). Tra i servizi, cresciuti nel complesso dello 0,2%, spicca la considerevole crescita delle comunicazioni (5,8%). Un altro comparto che ha mostrato una performance ben oltre la media è quello delle vacanze tutto compreso (8%).
In generale, nel corso del 2005 la spesa delle famiglie residenti è aumentata marginalmente, 0,1%, registrando una frenata rispetto allo 0,5% dell’anno precedente. I consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,3%, continuando la decelerazione iniziata nel 2003 (quando si registrò uno sviluppo dell’1,2%). I principali freni alla capacità d’acquisto delle famiglie - viene indicato nella Relazione generale - sono individuabili nel livello, storicamente basso, del clima di fiducia e nell’aumento della propensione al risparmio. L’indice del clima di fiducia delle famiglie italiane, nel 2005, ha chiuso con un livello medio pari a 104,2, lontano dai valori del 2001-2002 (quando stazionava su cifre dell’ordine di 120). All’opposto, elementi di sostegno sono rinvenibili nel favorevole tasso di cambio euro-dollaro e nella positiva evoluzione della massa retributiva in termini reali.