Secondo la consueta indagine
mensile dell’Isae, l’indice destagionalizzato scende a 106,8 (da 107,6)
tornando nettamente al di sotto dei valori medi del primo trimestre; l’indice
grezzo passa da 109,1 a 108,6, mentre quello depurato anche dai fattori
erratici rimane sostanzialmente invariato (a 107, era 107,1 in maggio). L’Isae sottolinea come il
peggioramento sia dovuto in particolare al deteriorarsi delle valutazioni sulla
situazione economica del paese e in generale delle previsioni a breve termine,
che potrebbero essere influenzate dalle notizie negative emerse circa lo stato
dei conti pubblici. Migliorano per contro le valutazioni sulla situazione
personale degli intervistati e i giudizi sulla situazione corrente, grazie
soprattutto a valutazioni più favorevoli circa la convenienza di acquistare
beni durevoli. Emergono infine crescenti preoccupazioni sulla situazione
attuale e sulle prospettive dei prezzi, probabilmente legate al persistere di
tensioni sui corsi internazionali delle materie prime energetiche. A livello
territoriale, la fiducia dei consumatori scende nel Nord e, soprattutto, nel
Centro del paese, e registra invece per il secondo mese consecutivo segni di
miglioramento nel Mezzogiorno.