Secondo i dati Istat., nel primo
trimestre 2006 le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalente a tempo
pieno (Ula) hanno registrato nella media del complesso dell'industria e dei
servizi un aumento del 4,8% rispetto a gennaio-marzo 2005 (l'incremento più
alto dal 1997). Al netto degli effetti stagionali, la crescita rispetto al
trimestre precedente è risultata
dell'1,0%. Meno marcata di quella delle retribuzioni la dinamica degli
oneri sociali per Ula: +3,4% tendenziale. A frenare l'aumento ha contribuito in
misura significativa la riduzione, avvenuta all'inizio del 2006, di alcune
specifiche aliquote contributive (principalmente quella relativa al fondo Cuaf,
Cassa unica assegni familiari). Al netto degli effetti stagionali, la
variazione congiunturale è stata di +0,6%. Per quel che riguarda il costo del
lavoro per Ula, si è registrato un incremento tendenziale del 4,4%, con una
dinamica leggermente inferiore a quella delle retribuzioni, mentre la
variazione congiunturale dell'indice destagionalizzato è stata di +0,9%.L'Istat
sottolinea che l'aumento del 4,8% riguarda le retribuzioni lorde di fatto delle
unità di lavoro a tempo pieno (Ula, cioè l'unità di misura del volume di
lavoro, calcolata riducendo il valore unitario delle posizioni lavorative a
tempo parziale in equivalenti a tempo pieno) e che quindi si tratta di salari,
stipendi e competenze accessorie in denaro (come quelle derivanti da accordi
aziendali e individuali) al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali. Il
tasso di crescita tendenziale delle retribuzioni per Ula nel primo trimestre
del 2006 è stato del 5,9 % nel complesso dell'industria e del 3,7 % nei
servizi. Anche al netto degli effetti stagionali, la variazione rispetto al
trimestre precedente è stata maggiore nell'industria (+ 1,2 %) che nei servizi
(+ 1,0 %). All'interno del settore industriale le retribuzioni nei comparti
relativi alla produzione di energia elettrica, gas ed acqua e alle attività
manifatturiere hanno segnato una crescita sostenuta (rispettivamente +6,1 e
+6,0 %). Nel primo caso - specifica
l'Istituto di statistica - la dinamica ha risentito degli incentivi all'esodo
erogati da alcune grandi aziende del settore. Nel secondo caso, l'incremento
delle retribuzioni è stato influenzato da aumenti tabellari e erogazioni di
arretrati e di una-tantum legati ad importanti rinnovi contrattuali, in primo
luogo quello dei lavoratori metalmeccanici.
All'interno del terziario, la
crescita tendenziale delle retribuzioni più marcata si è registrata nei
trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (+5,9%), anche in questo caso a causa,
principalmente, di erogazioni legate a rinnovi contrattuali. Nell’industria gli
oneri sociali per Ula hanno registrato un incremento tendenziale del 4,7 per cento.
Nei servizi, la crescita è stata meno accentuata, con un aumento del 2,0 per
cento. Nel settore della produzione di energia elettrica, gas e acqua si è
riscontrata una leggera diminuzione degli oneri per Ula (- 0,4 %). La
differenza rispetto alla dinamica delle retribuzioni è attribuibile
principalmente al fatto che alle erogazioni di incentivi all'esodo corrisponde
un'incidenza ridotta degli oneri sociali. All'interno del terziario, il
comparto dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni ha registrato una
variazione degli oneri per Ula particolarmente elevata (+5,0 %) a causa del
parallelo incremento delle retribuzioni. La variazione congiunturale destagionalizzata del costo del lavoro per
Ula ha registrato un incremento dell'1,0 % nell'industria e dello 0,9 % nei
servizi. Il costo del lavoro per Ula è cresciuto, in termini tendenziali, del
5,6 % nel complesso dell'industria e del 3,2 % nell'insieme dei servizi. In
entrambi i casi la dinamica è risultata meno accentuata di quella delle
retribuzioni, a causa degli incrementi relativamente più contenuti registrati
degli oneri sociali.