“I pochi dati disponibili nel 2006 fanno intravedere una ripresa delle esportazioni”. Lo afferma l’Ice nel Rapporto 2005-2006 in cui si legge, tra l’altro, che “il grado di penetrazione delle importazioni, già aumentato nel 2006, appare destinato a salire ulteriormente, alimentato dalla stessa ripresa delle esportazioni”. Nel 2005 il calo delle esportazioni, notevole in termini assoluti per volume (-2,5%), è stato più sensibile in aree come la Ue e il Nord-Africa. Export in crescita, invece, verso America Latina, Medio Oriente e Europa Orientale.
Guardando alla distribuzione dell’export in base alle diverse aree geografiche del Paese, l’Ice segnala che “nel 2005 il contributo del Mezzogiorno e dell’Italia Nord-occidentale alle esportazioni nazionali è aumentato in misura significativa”. Il guadagno del Mezzogiorno è “integralmente riconducibile alle regioni insulari che, essendo specializzate nella raffinazione dei prodotti petroliferi, hanno beneficiato del forte rincaro del greggio sui mercati internazionali”. Il miglioramento del Nord-Ovest, invece, è “scaturito prevalentemente dal recupero della Lombardia, sia in alcuni settori tradizionali (calzature e mobili), sia nella chimica e nell’elettronica”. Anche nelle esportazioni di servizi, la Lombardia ha ulteriormente accresciuto la sua quota sul totale nazionale. In difficoltà , invece, le aree del Nord-Est e del Centro. In particolare, le forti perdite subite nell’ultimo quinquennio dal Veneto e dalla Toscana nei beni di consumo tradizionali e dal Lazio nella chimica e nell’elettronica non sono state completamente compensate dall'avanzata dell’Emilia Romagna, basata soprattutto sui successi conseguiti negli autoveicoli e nella meccanica, inclusi gli elettrodomestici. Il cedimento del Veneto, sottolinea l’Ice, potrebbe “essere stato favorito anche dagli intensi processi di delocalizzazione produttiva, nella misura in cui le produzioni realizzate all’estero dalle imprese venete (o per loro conto) abbiano sostituito flussi di esportazioni che partivano dalla regione”. Adottando una prospettiva di lungo periodo, si legge nel rapporto, appare “evidente la trasformazione della geografia economica del Paese, con un tendenziale spostamento da Ovest verso Est del baricentro delle esportazioni, che ha coinvolto solo marginalmente il Mezzogiorno. Più precisamente, la quota del Mezzogiorno è scesa nel decennio 1985-1995 e ha recuperato la perdita in quello successivo”.