Secondo l’Isae, a giugno scende
la fiducia dei commercianti. L'indice al netto dei fattori stagionali è sceso a
105,9 punti contro i 108,1 di maggio. Secondo l'Isae “sono nel complesso meno
favorevoli le valutazioni riguardo all’evoluzione corrente e futura delle
vendite”. In nuovo accumulo sono giudicate inoltre le scorte di magazzino. Tra
le serie che non entrano nella definizione di fiducia, emerge inoltre minor
ottimismo dal lato delle aspettative sul livello dell'occupazione, mentre e'
atteso in moderata crescita il volume degli ordini. Relativamente alla dinamica
inflazionistica, è giudicata in ripresa quella corrente, ma le attese per i
prossimi tre mesi indicano un lieve rallentamento di quella futura. Guardando alla
disaggregazione tra piccola e grande distribuzione, emerge che il
deterioramento dell'indicatore e' ascrivibile allo sfavorevole andamento della
fiducia delle imprese della sola distribuzione tradizionale. L’indicatore
destagionalizzato passa infatti da 109,6 a 105,4 con riferimento a
quest’ultima, confermandosi al contrario sui livelli dello scorso mese nella
distribuzione “moderna” (106,3, era 106 in maggio). Anche questo mese le
opinoni emerse non appaiono omogenee se analizzate per tipologie distributive.
Il saldo destagionalizzato relativo ai giudizi sull’andamento corrente degli
affari migliora fortemente nella grande distribuzione (35, da 28 in maggio),
peggiorando, al contrario, in quella tradizionale (-11 da -9). Le scorte,
coerentemente col dato emerso sull'andamento corrente delle vendite, aumentano
di volume nella distribuzione tradizionale (il saldo destagionalizzato della
variabile passa infatti da 1 a 6), mantenendosi tuttavia stabili in quella
“moderna” (2). Segnali contrastanti provengono, infine, anche dal lato dei
prezzi dei fornitori: il saldo destagionalizzato della variabile sale infatti
da 23 a 25 nella grande distribuzione, mantenendosi stabile, al contrario, in
quella tradizionale (31). In giugno, le aspettative a breve termine degli
operatori commerciali peggiorano per quel che riguarda l'andamento futuro delle
vendite, ma evidenziano un'evoluzione nel complesso favorevole con riferimento
invece al volume atteso degli ordini. Il saldo destagionalizzato della prima
variabile si ridimensiona infatti da 12 a 9, mentre quello della seconda
aumenta da 4 (maggio) a 6. Nel complesso inoltre peggiorano le attese degli
operatori relativamente alla dinamica occupazionale con il saldo
destagionalizzato della variabile che evidenzia infatti un nuovo
ridimensionamento, passando da 18 a 16. Quanto ai prezzi di vendita, per
concludere, le imprese si attendono un lieve rallentamento della dinamica
inflazionistica con il saldo grezzo della variabile che infatti scivola da 6 a
5, tornando al valore dello scorso marzo. Disaggregando i dati per tipologia
distributiva, il peggioramento delle aspettative relative al volume futuro
delle vendite, pur diffuso ad entrambe le tipologie di vendita, appare
particolarmente marcato con riferimento alla grande distribuzione. Il saldo
destagionalizzato della variabile diminuisce, infatti, da 46 a 40, nella
distribuzione ''moderna'', ma da -9 a -12 in quella tradizionale. Per quel che
riguarda il volume futuro sia degli ordini che dell'occupazione, i saldi
destagionalizzati aumentano nella grande distribuzione (43 da 42, il primo, e
43 da 40, il secondo), mostrando al contrario segni di peggioramento in quella
tradizionale (-23 da -16 e -4 da 0, rispettivamente). Disomogenee appaiono, per
concludere, anche le intenzioni degli operatori per quel che riguarda i prezzi
di vendita. Il saldo grezzo della variabile diminuisce, per il quarto mese
consecutivo, nella distribuzione tradizionale (3 era 5 in maggio),
confermandosi al contrario in crescita, seppur lieve, in quella “moderna”.