“Quest’anno ci sono state più di mezzo milione di domande di richiesta di assunzione da parte delle imprese e la destra ha fatto un decreto flussi solo per 170mila persone. Ciò è una cosa demente ed è anche demente sul piano economico perché aver estromesso 300mila persone significa perdere un miliardo di euro di entrate per lo Stato”. Lo ha affermato Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale. Il ministro ha quindi segnalato che “si tratta di riuscire a portare a trasparenza e legalità un fenomeno che oggi la legge obbliga alla clandestinità. Il problema vero è che oggi, in Italia, è quasi impossibile per un immigrato entrare legalmente. La Bossi-Fini si basa su una finzione: cioè che i datori di lavoro assumano delle persone che abitano a migliaia di chilometri di distanza senza averli mai visti. In pratica il 'decreto flussi' finisce per favorire le organizzazioni del traffico perché i clandestini, per essere assunti, devono prima arrivare, poi lavorare in nero e quindi devono tornare sempre illegalmente nei loro Paesi per poi rientrare legalmente. Tutto ciò mi sembra che sia una follia”.
La soluzione? “Non è mai solo su un punto - risponde Ferrero - ma è indubbiamente quella di riuscire a fare avere ai migranti un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, o avere uno sponsor, cioè qualche forma di affidamento ad alcune associazioni. In pratica la costruzione di una rete di relazioni affinché gli immigrati possano entrare legalmente in Italia per cercare lavoro senza che invece siano abbandonati a se stessi e avendo anche un minimo di risorse per garantirsi la sopravvivenza per i primi mesi. Su questo si giocherà la discussione nei prossimi mesi anche perché la Cdl ha fatto dei decreti sui flussi inferiori a quanto richiesto dal mercato del lavoro. Non capisco perché non bisogna costruire un circuito in cui tutti siano nelle condizioni di legalità”.