Bruxelles promuove manovra bis e Dpef ma fissa ad ottobre la prima verifica sui conti pubblici dopo la presentazione della Finanziaria 2007. La trasferta belga del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, si è chiusa con un generale apprezzamento della politica economica del Governo, anche se resta sul tavolo l'ipotesi di uno slittamento al 2008 del rientro del deficit sotto la soglia del 3%.
Al termine della riunione con i ventiquattro colleghi dell’Unione Europea, Padoa-Schioppa non ha nascosto una prudente soddisfazione tirando il bilancio della due giorni Eurogruppo-Ecofin: “l’accoglienza è stata positiva. E’ venuto un atto di fiducia da verificare a settembre”, ha precisato spiegando che i rappresentanti della Ue avrebbero potuto stigmatizzare il fatto che l’Italia non procederà all’aggiustamento dello 0,8% del deficit richiesto per quest’anno. Dunque Bruxelles non ha calcato la mano su questa inadempienza ma, dopo aver preso atto dei contenuti di Dpef e manovra bis, ha spostato l’attenzione sulla prossima legge di bilancio, giudicata “molto ambiziosa” sotto il profilo di aggiustamento e di crescita in attesa che il menu degli interventi sia sottoposto ad un’attenta valutazione in autunno. A rendere più sereno il clima del vertice è stato anche l’effetto mondiali di calcio, considerato positivo dal commissario agli Affari Economici, Joaquin Almunia, e dal ministro olandese, Gerrit Zalm. Da parte sua Padoa-Schioppa non esclude una revisione al rialzo della stima sulla crescita (+1,2%). Ma frena gli entusiasmi dopo il balletto delle cifre alimentato da analisti e banche d’affari: “non si può quantificare, ma l’effetto mondiali ci sarà. Migliora l’immagine dell’Italia e questo è importante per un Paese esportatore. Aumenta la fiducia e quindi i consumi”.
Il prossimo appuntamento, fissato ai primi di ottobre in occasione della presentazione del documento sulle “Previsioni di autunno”, sarà “il più difficile” perché l’Eurogruppo non si accontenterà del quadro normativo ma vorrà valutare la sostanza della legge Finanziaria. Per questo il ministro ha rassicurato i rappresentanti dell’Ecofin: la manovra impegnerà complessivamente 2,5 punti di Pil di cui uno destinato alle misure per lo sviluppo ed il resto al risanamento dei conti pubblici confermando anche i tagli alla spesa pubblica. Nei comparti a rischio (previdenza, sanità, pubblico impiego ed enti locali) - ha spiegato – “c’è spazio anche per interventi, per riorganizzare la spesa senza sacrificarne le funzioni sociali ed economiche fondamentali”.