Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’ingresso di 350mila lavoratori extracomunitari nel nostro Paese. Paolo Ferrero, ministro della SolidarietĂ sociale, ha spiegato che si sana così la differenza tra le 520.000 domande presentate dai datori di lavoro e i 170.000 permessi concessi dal Governo precedente. “Il nuovo decreto flussi prende atto della realtĂ delle domande”, ha spiegato il ministro.Â
Gli effetti del secondo decreto flussi, in vigore dal 21 luglio, ha spiegato il ministro Ferrero, ci saranno da settembre. Il ministro ha anche sottolineato che la regolarizzazione degli immigrati sana una realtà di fatto, poiché la maggioranza degli immigrati per cui sono state presentate le domande non accolte “è già in Italia e la domanda dei datori di lavoro garantisce impiego e alloggio” e dunque non si tratta “di ingressi indiscriminati” ma anzi si sana la situazione di molti immigrati che pur avendo un lavoro “potevano in qualsiasi momento essere arrestati perché clandestini”.
Ferrero ha spiegato che il decreto garantisce gli interessi collettivi “sia per il grado di civiltà del Paese che per gli introiti dello Stato”, quantificabili tra fisco e contributi previdenziali in un miliardo o un miliardo e mezzo.
Nel contempo, il Governo ha rimosso il contingentamento per l’ingresso in Italia dei cittadini dei nuovi Paesi entrati nell’Unione europea. Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, si è detto “soddisfatto da cittadino europeo”.Â