Secondo l’Istat,prosegue il calo dell’occupazione nelle
grandi imprese. A marzo, rispetto allo stesso mese del 2005, la variazione
lorda dell’indice ha registrato una diminuzione di circa 12.000 posti (-0,6%;
-0,5% al netto della cassa integrazione guadagni). Al lieve incremento
registrato nelle grandi imprese dei servizi (+1.000 posti) si contrappone una
perdita consistente di 13.000 posti nelle grandi imprese dell'industria. In
termini congiunturali (mensili) l’indice, al netto della stagionalità, ha
registrato una variazione negativa dello 0,2%, sia al lordo che al netto dei
dipendenti in c.i.g. Complessivamente - aggiunge l’'Istituto di statistica -
nel primo trimestre 2006 la variazione media dell’occupazione, rispetto allo
stesso periodo del 2005, è stata di -0,4%, sia al lordo che al netto della Cig.
L’occupazione è diminuita soprattutto nell'industria tessile (-4,2% sull'anno) e nell'industria della
carta (-4.4%). Ma anche nelle grandi aziende di produzione di metallo (-3,6%).
Segno meno anche nelle costruzioni per il terzo mese consecutivo con un calo a marzo con un calo tendenziale 3%.
Crescono invece le grandi aziende del
commercio (+1,2% a marzo) e gli alberghi e
ristoranti con 1,9% tendenziale. Passo indietro anche per l’occupazione delle grandi aziende di
trasporti con un calo tendenziale
dell'1,7%. L’Istat comunque sottolinea che i segnali delle grandi aziende non
sono negativi poiché a marzo si rileva
un aumento dele ore straordinarie (+0,4% sull'anno) e un calo delle ore di cassa integrazione (-1,6%). Le
ore di sciopero sempre su marzo 2005 si
sono ridotte dell'1,2%. A marzo la
retribuzione lorda media per ora lavorata e' cresciuta dell’1% e quella lorda media per dipendente del 5,2%,
ma l’Istat ricorda che nel mese c’è stato un giorno di lavoro in più rispetto
a marzo 2005.