Si erano divisi ma non è servito, la loro fuga è terminata dopo nemmeno 36 ore. Il piano per lasciare l’Italia e tornare in Romania con i gioielli rapinati alla “Sari” di Terracina è stato prima complicato dall’uccisione della titolare del negozio, Piera Sari, da una serie di errori commessi dai banditi che sono stati arrestati in Austria e Romania. I controlli predisposti d’intesa con le polizie di quei paesi dall’Interpol hanno dato i loro risultati e dopo che era stato perso il segnale dei cellulari si è proceduto nel modo più classico, con controlli mirati.
Ovidiu Daniel Tanase, 25 anni, ritenuto l’autore materiale del delitto, era su un bus che è stato fermato ad Anhalt Estelle, nei pressi di Vienna, e insieme a lui oltre alla madre c’era anche una ragazza che dovrebbe essere la sua fidanzata. Anche lei clandestina nel nostro Paese, fuggita dopo il colpo. Il pullman era diretto in Romania, il giovane è stato fermato come indiziato di omicidio e perché clandestino. Preso a Bors, invece, appena passata la frontiera tra Ungheria e Romania, Ion Apetroaei, di 42 anni. Lo zio del giovane, che avrebbe fatto da 'palo' venerdì era alla guida di un furgone sul quale si trovava anche il padre del ragazzo che avrebbe atteso alla frontiera italiana i fuggitivi che poi si sono divisi. Il furgone è stato fermato nel corso di controlli intensificati proprio per cercare di catturare i sospettati dell’omicidio. L’uomo, che aveva con sé il bottino, del valore di 20mila euro, deve rispondere in Romania di ricettazione.
Sono state 15 le coltellate che hanno raggiunta la vittima, come stabilito dall’autopsia eseguita dal medico legale Saverio Potenza, dell’Università di Tor Vergata. Un paio hanno raggiunto organi vitali, all’addome e al torace.
I funerali della donna si sono tenuti nel Duomo di Terracina, a pochi metri dalla gioielleria dove Piera Sari è stata uccisa.