Le previsioni di primavera della Commissione Europea tagliano le stime sulla crescita dell’Italia per l’anno in corso e per il 2007. La Commissione stima per l’Italia un rapporto deficit-pil al 4,1% quest’anno e al 4,5%, a politiche invariate (senza interventi di correzione), nel 2007. La crescita economica dovrebbe attestarsi invece all’1,3% nel 2005 per diminuire lievemente, all’1,2%, l’anno prossimo. “Visti i passati sfondamenti
della spesa – sottolinea l’Ue -
confermati dalle nuove stime ufficiali, i servizi della Commissione sono più
prudenti nel valutare la grandezza dei risparmi previsti dalla Finanziaria 2006
attraverso tagli sostanziali alla spesa sanitaria e ad altri tipi di spesa
pubblica, in particolare degli enti locali”. Riferendosi poi ai dati delle
Trimestrale di cassa, presentata lo
scorso 5 aprile, Bruxelles sottolinea che “la carenza di implementazione delle
misure previste per il pubblico impiego dalle Finanziarie precedenti porterebbe
a una spesa più elevata per gli stipendi dei dipendenti pubblici”. “I nuovi
meccanismi introdotti per rendere più efficaci gli ambiziosi tagli alla spesa
previsti dalla Finanziaria 2006 potrebbero risultare più efficaci di quanto
previsto”. Quanto al 2005, le “stime di primavera” osservano che il rapporto deficit-pil è aumentato al 4,1%,
dal 3,4% dell’anno precedente, e che il surplus primario “si e' ridotto a un
magro 0,5% del Pil” dall’1,3% del 2004. La Commissione europea stima per l’Italia
un rapporto debito-pil 2006 in crescita al 107,4% dal 106,4% dell’anno scorso.
Nel 2007 il debito è previsto in
ulteriore aumento al 107,7% a politiche invariate. “Nel 2005 il rapporto
debito-pil
è tornato a crescere per la prima volta negli ultimi dieci anni, passando al 106,4% dal 103,8% del 2004”, spiegano a Bruxelles, osservando che “è il risultato dell’effetto combinato della stagnazione e del surplus primario molto basso”. “Operazioni finanziarie che aumentano il debito sono state pari all’1,25% del Pil, di cui lo 0,5% del Pil di investimenti in asset liquidi”, prosegue la Commissione, spiegando che “i profitti da privatizzazioni sono calati allo 0,3% del Pil nel 2005 dallo 0,6% nel 2004”. L’aumento previsto per il 2006, pari “a circa l’1% del Pil”, secondo i tecnici di Bruxelles include “un elevato fabbisogno finanziario e introiti da privatizzazioni che ammontano a circa lo 0,75% del Pil, come indicato nel programma di stabilità del 2005”. La correzione del rapporto deficit-pil italiano nel 2006 è nettamente inferiore alle richieste fatte all'Italia da Bruxelles a luglio dell’anno scorso, quando il consiglio Ecofin ha aperto una procedura per deficit eccessivo. “Il deficit strutturale, cioè al netto delle misure “una tantum” e dell’andamento del ciclo economico, si prevede migliorerà nel 2006 di poco meno di un quarto di punto percentuale, quindi molto meno dei tre quarti di punto indicati nella raccomandazione del Consiglio in base all.art 104.7 del Trattato”. Nella raccomandazione di luglio 2005, l'Ecofin ha dato all'Italia due anni di tempo, cioè sino alla fine del 2007, per riportare il rapporto deficit-pil sotto il 'tetto' del 3%. In particolare, all’Italia è stata chiesta una riduzione 'strutturale' del disavanzo, ossia al netto delle misure 'una tantum' e dell'andamento del ciclo, pari all'1,6% in due anni, di cui almeno lo 0,8% da conseguirsi nel 2006. Allo stato attuale, quindi, e se le previsioni di Bruxelles sull'andamento del deficit di quest'anno saranno confermate, l'Italia non sta rispettando il percorso di 'rientro' del disavanzo concordato con l'Europa. Circostanza che potrebbe teoricamente portare - stando alle regole del Patto di stabilita' e crescita - sia a un inasprimento della procedura per deficit eccessivo, sia alla richiesta nei prossimi mesi, da parte della Commissione, di una manovra-bis. ''Le stime di un deficit-pil pari al 4,1% nel 2006'', osservano inoltre a Bruxelles, ''contrastano con le proiezioni ufficiali contenute nell'aggiornamento del 2005 del programma di stabilita' dell'Italia, che quest'anno puntava a un disavanzo del 3,5%''. Nonostante un rapporto deficit-pil 2005 al 4,1%, quindi migliore delle previsioni, la Commissione rimarca come ''il ministero dell'Economia e delle finanze abbia rivisto al rialzo, portandole al 3,8%, le proprie stime sul deficit-pil di quest'anno, soprattutto a causa di sfondamenti della spesa''