Unioncamere: made in Italy e
Pmi “motori” dell’economia italiana
Secondo il Rapporto Unioncamere 2006, “Economia reale dal punto di osservazione delle camere di commercio”, il prodotto interno lordo nazionale raggiungerà nel 2006 quota +1,3%. A spingere più su il Pil sarà un incremento dei consumi delle famiglie (+1%) e soprattutto degli investimenti in macchinari e impianti (+2,6%). Anche l’occupazione continuerà ad aumentare con le imprese pronte ad assumere 97.500 lavoratori in più. Per ottenere una crescita del Pil più sostenuta, pari al 2% annuo, non basterà agire sull’aumento della produttività del lavoro, secondo il Rapporto, ma sarà indispensabile un più rapido incremento sia del tasso di attività che di quello dell’occupazione, così come richiesto dagli obiettivi di Lisbona. Il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, nel valutare positivamente la riduzione del cuneo contributivo, ha sottolineato che “i minori costi per le aziende con questo provvedimento, potrebbero tradursi in una diminuzione dei prezzi sui beni prodotti di circa il 2,5%”. Sangalli ha inoltre evidenziato come le medie imprese siano “le principali protagoniste del riposizionamento del sistema produttivo sui mercati internazionali. Auspichiamo anche che il nuovo governo e il parlamento mettano a punto iniziative che incoraggino le imprese ad integrarsi e ad invertire in innovazione”. Per sostenere la crescita del Pil, appare fondamentale che anche nei prossimi anni il mercato del lavoro si confermi dinamico e flessibile. Sempre secondo il Rapporto, il saldo occupazionale anche quest’anno si mostra in crescita, pari allo 0,9% in più. Ad assumere saranno soprattutto le imprese con meno di 50 dipendenti (+1,9%), stazionarie le previsioni delle medie imprese, mentre saranno in flessione quelle delle più grandi (-0,3%).