Secondo l’Istat nel mese di marzo le vendite al dettaglio sono diminuite dell’1,8% rispetto allo stesso mese del 2005 e dello 0,4% rispetto a febbraio. Sul calo pesa il diverso posizionamento del calendario delle feste pasquali. In particolare si conferma l’aumento per gli hard discount con un +5,1% annuo nel primo trimestre. Questo risultato deriva da flessioni tendenziali che hanno riguardato sia le vendite di prodotti alimentari (-2,1%) sia quelle di prodotti non alimentari (-1,7%). Nello stesso mese l’indice destagionalizzato è risultato pari a 107,6 con una flessione su base congiunturale dello 0,4% rispetto a febbraio 2006. Tra gennaio e marzo del 2006 il totale delle vendite al dettaglio, segnala l’Istat, ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2005. L’andamento delle vendite è risultata più favorevole per le imprese della grande distribuzione che per le imprese operanti su piccole superfici sia per i prodotti alimentari (-1,7% rispetto a -3,5%), sia per i prodotti non alimentari (+0,5% rispetto a -2,1%). Per quanto riguarda le diverse forme di vendita della grande distribuzione a marzo 2006 si sono registrate variazioni tendenziali negative per i supermercati (-2,6%), per i grandi magazzini (-1,9%) e per gli altri specializzati (-1,6%). Un aumento ha riguardato invece gli hard discount (+3,2%) e gli ipermercati (+0,6%). Per quanto riguarda le vendite di prodotti non alimentari, a marzo 2006, si sono registrate flessioni in tutti i gruppi ad eccezione dei prodotti farmaceutici (+0,5%). I cali più sensibili hanno riguardato i giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4%) e le calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,6%). Per quanto riguarda le diverse ripartizioni territoriali le vendite al dettaglio hanno registrato flessioni tendenziali in tutte le aree ad iniziare dal Sud e dalle isole (-3%). In flessione anche il Centro (-2%). Le vendite dei prodotti alimentari hanno segnato il calo più marcato nel Sud e isole e nel Nord Ovest (rispettivamente -2,8 e -2,3%); quelle dei prodotti non alimentari hanno segnato le variazioni negative più marcate nel Sud e isole (-3,3%) e nel Centro (-2,3%). A marzo le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 26,5. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti in media per 27,1 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 26,1 giorni. Rispetto a marzo 2005 il numero medio dei giorni di apertura e' aumentato di 0,8 giorni per le imprese della grande distribuzione e di 0,7 giorni per le imprese operanti su piccole superfici.