Il caro-petrolio e la crisi del metano spingono al rialzo la bolletta energetica. Dal primo aprile le tariffe di gas e luce aumenteranno rispettivamente del 2,1% e del 5,7%, con un aggravio complessivo pari a 40 euro per una famiglia media. Lo ha stabilito l’Authority per l’Energia che in questo modo ha letteralmente mandato in fumo il ribasso tariffario deciso una settimana fa dal consiglio di Stato. La stangata trae origine dal decreto varato dal Governo alla fine di febbraio per fronteggiare l’emergenza gas. Dopo il taglio alle forniture dalla Russia, Palazzo Chigi decise la riconversione ad olio combustibile di alcune centrali elettriche per produrre energia. E ora si paga il conto con il sovraccosto di oltre 400 milioni di euro che si scarica parzialmente sulle bollette domestiche.
L’Authority ha fatto il punto della situazione ponendo sul tavolo un problema che rischia di ripresentarsi a fine anno. “Considerata l’elevata dipendenza del sistema energetico nazionale dall’importazione di idrocarburi, gli aumenti sono sostanzialmente dovuti al perdurare delle elevate quotazioni del petrolio ed ai primi riflessi onerosi della trascorsa emergenza gas”, si legge in una nota. Ma, secondo il Ministero delle Attività Produttive, l’emergenza è rientrata e il piano di emergenza ha consentito di risparmiare 2,2 miliardi di metri cubi di gas. Oggi le riserve strategiche sono pari a 3,9 miliardi di metri cubi.