La Bce alza i tassi di un quarto di punto
La Banca centrale europea ha aumentato i tassi dell’euro dal 2,25% al 2,50%. Il 31 gennaio la Federal Reserve americana aveva portato i tassi del dollaro al 4,50%. L’ultimo rialzo della Bce era avvenuto il 1° dicembre dello scorso anno, quando i tassi furono portati dal 2% al 2,25%. Secondo il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, “l’aumento dei tassi era necessario per prevenire una crescita dell'inflazione”. “I tassi di interesse tuttavia – ha aggiunto Trichet - restano ancora a livelli molto bassi e la nostra posizione di politica monetaria resta accomodante”, aggiungendo che la Bce continuerà a monitorare da vicino l’andamento della stabilità dei prezzi. “L’attività economica sta migliorando. Prevediamo forti tassi di crescita nel breve termine”, ha spiegato il presidente della Bce, rimarcando che, per contro, i rischi per l'andamento della stabilità dei prezzi “restano al rialzo”. La Bce ha comunque lievemente rialzato le proprie stime di crescita dell'economia di Eurolandia nel 2006 e nel 2007. Quest'anno l'economia crescerà del 1,7%-2,5% e l'anno prossimo dell'1,5%-2,5%. “Quest'anno i prezzo al consumo saliranno tra l'1,9% e il 2,5% e l'anno prossimo tra l'1,6% e il 2,8%. Queste forbici - ha spiegato Trichet - implicano una leggera revisione al rialzo che riflette soprattutto un aumento delle previsioni dei futuri prezzi del petrolio, in linea con le attuali attese dei mercati”. Trichet ha ribadito poi che “i rischi per gli aumenti dei prezzi restano crescenti, soprattutto in vista di ulteriori rincari del prezzo del petrolio”. Il numero uno della Bce ha previsto “che nel breve termine i tassi di inflazione resteranno al di sopra del 2%” e che, sempre a breve, “i prezzi a livello nazionale e le tasse indirette influenzeranno significativamente l'inflazione nel 2006-07, anche se le dinamiche salariali restano moderate e continueranno ad esserlo”.