Il segretario dei Ds Piero Fassino ha incontrato oggi i
vertici delle associazioni e delle federazioni di Confcommercio per illustrare
il programma politico dell’Unione e rispondere alle istanze riportate nel
documento di Confcommercio “Dieci azioni per rilanciare la crescita e lo
sviluppo del Paese”. Fassino ha sottolineato che per rimetter in moto un Paese
fermo o che comunque cresce troppo poco, l’obiettivo è un tasso di crescita non
inferiore al 2%”. Quattro le linee strategiche indicate da Fassino per
raggiungere l’obiettivo: “sostenere un diffuso processo di specializzazione del
sistema, migliorare la dotazione infrastrutturale del Paese a partire da un
grande investimento sulla portualità, fare leva sul turismo che è il nostro
“petrolio”, un salto di qualità nello sviluppo dei servizi e del terziario”.
Per il segretario dei Ds tra le ricette per realizzare il programma c’è la
riduzione del cuneo fiscale di 5 punti che produca per le imprese un costo del
lavoro più basso e l’irrobustimento di stipendi e salari per rilanciare i
consumi. “Inoltre – ha aggiunto Fassino – bisogna realizzare una fiscalità di
vantaggio per il Mezzogiorno e ridurre l’Iva per il settore del turismo”. A proposito
dell’Irap, Fassino ha poi precisato che “è necessario fare una verifica per
modificarne le distorsioni”. Il leader diessino ha poi parlato della necessità
di una “flessibilità governata” del mondo del lavoro e di un “necessario
snellimento della Pubblica Amministrazione con un uso più generalizzato del
silenzio/assenso e un maggiore decentramento decisionale”. La conclusione
dell’intervento è affidata ad una frase citata oggi anche dal presidente di
Confcommercio Carlo Sangalli: “l’Italia è un grande Paese. Ha tutto per
farcela, ma servono due condizioni: un governo capace di rimetterla in moto e
di creare un clima di mobilitazione generale delle energie del Paese, e
costruire politiche condivise”. Rispondendo poi alle domande dell’Assemblea
Fassino ha precisato che l’Unione prevede un riordino delle aliquote che
produrrà una riduzione del prelievo su depositi bancari e postali. E ha
rassicurato che la tassazione del 20% sui titoli di Stato ci sarà solo sulle
emissioni future. “Per la certezza del diritto – ha precisato - non si può
cambiare in corso d'opera una clausola contrattuale, se un governo vuole essere
credibile. Non viene toccato in alcun modo il risparmio degli italiani”. Quanto
alla tassa di successione, Fassino ha promesso “equità, buon senso ed
equilibrio”. Una “assoluta esenzione non esiste in alcun Paese, ma quando si
parla di grandi fortune, non si pensa né alla casa dove si vive né al
trasferimento dell’attività d’impresa, si tasseranno solo grandi ricchezze,
quelle vere”.