I dati Istat indicano che il Pil nel quarto trimestre 2005
è rimasto stazionario rispetto al precedente ed è cresciuto dello 0,5% rispetto
al quarto trimestre del 2004. Considerando tutto il 2005 la crescita del Pil,
corretta per gli effetti di calendario rispetto alla crescita zero indicata
nella stima preliminare sui dati grezzi, è risultata pari allo 0,1%. Nel 2005
ci sono state quattro giornate lavorative in meno rispetto al 2004. Nell’ultimo trimestre del 2005 la spesa delle
famiglie residenti è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Il
contributo al Pil della spesa delle famiglie nell’ultimo quarto dell’anno, è
diminuito dello 0,2%. Su base mensile le importazioni di beni e servizi sono
aumentate dello 0,6%, il totale delle risorse (prodotto interno lordo e
importazioni di beni e servizi) è cresciuto dello 0,1%. Dal lato della domanda,
le esportazioni sono aumentate dello 0,5%,
gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’1,7% e i consumi finali
nazionali sono diminuiti dello 0,1%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa
delle famiglie residenti è diminuita
dello 0,3%, quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali
private è cresciuta dello 0,2%. La diminuzione degli investimenti è stata determinata
da una contrazione del 2,8% negli acquisti di mezzi di trasporto, del 3% degli
investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti, e dello 0,2% degli
investimenti in costruzioni. In termini tendenziali, le esportazioni e le
importazioni sono aumentate dell’1,3%; la spesa delle famiglie residenti e quella della pubblica amministrazione sono
cresciute rispettivamente dello 0,2% e dell'1,4%. La spesa delle famiglie sul territorio economico e' invece
cresciuta, in termini tendenziali,
dello 0,3%; nel suo ambito variazioni positive si sono registrate per i consumi di beni durevoli (+2,5%) e per i
servizi (+0,5%), mentre la spesa per beni non durevoli e semidurevoli è diminuita rispettivamente
dello 0,3% e dell’1,1%. Nel quarto trimestre del 2005 si rilevano andamenti
congiunturali positivi del valore aggiunto per il settore che raggruppa le attività del commercio,
alberghi e pubblici esercizi, trasporti
e comunicazioni (+0,2%), per il settore del credito, assicurazioni, attivita'
immobiliari e servizi professionali (+0,2%) e per gli altri servizi (+0,1%).
L'industria in senso stretto e il settore agricolo hanno
invece subito una contrazione dello
0,2%, le costruzioni dello 0,5%. In termini tendenziali, il valore aggiunto dei
servizi è cresciuto dell'1%, quello
delle costruzioni dello 0,3% e quello dell’industria in senso stretto dello
0,1%. L’agricoltura ha registrato una flessione del 6,2%.