Un no netto alla violenza e alla cultura della distruzione, un sì alla voglia di fare, di costruire, di difendere la metropoli e di valorizzare il lavoro di tutti: commercianti o meno. E’ stato questo il senso della grande manifestazione-fiaccolata organizzata ieri sera a Milano in risposta alla devastazione di Corso Buenos Aires da parte dell’area antagonista e ultra-radicale dei centri sociali.
Sabato scorso la strada sembrava Beirut, ieriil clima è stato completamente opposto. Migliaia di persone si sono riversate in strada per prendere parte all’iniziativa voluta dal presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli (e dall’Unione del Commercio milanese) che ha ribadito la volontà di una “fiaccolata apartitica dove non fare sventolare bandiere di parte”. In effetti si sono viste tante bandiere, ma erano il tricolore, la bandiera del Comune di Milano, quella dell’Unione del Commercio e il gonfalone della Provincia.
Il corteo si è mosso da Piazzale Argentina poco dopo le 20: molti gli intervenuti di rilievo, oltre al premier Silvio Berlusconi. Dal governatore Formigoni al sindaco Albertini, al ministro Letizia Moratti e poi Roberto Calderoli, Ombretta Colli ma anche, per l’opposto schieramento politico, il presidente della Provincia Filippo Penati, Nando Dalla Chiesa, Roberto Zaccaria, Bruno Ferrante e altri esponenti Ds. Il clima iniziale era quello di una festa corale quando è arrivata la notizia che Romano Prodi e Piero Fassino non avrebbero partecipato a causa della situazione che si era creata ma anche per alcuni manifesti e striscioni, posizionati lungo il percorso, siglati An e con scritto 'No ai prodi autonomi'.
Il corteo si è concluso con un breve discorso di Sangalli nel palco allestito di fronte alla sede dell’Unione del Commercio a metà di corso Venezia. Il presidente di Confcommercio, che parlava con dietro un mega-manifesto con una Milano stilizzata e la scritta 'No a chi distrugge la citta', Sì a chi la costruisce e la difende', ha sottolineato la “bella serata di impegno e testimonianza” e ha detto che “c’è una città che si impegna, che lavora tutti i giorni, che delinea i confini della democrazia, una città fatta di gente che non si lascia intimidire e che crede nella solidarietà e nella legalità”.
Sangalli ha anche sottolineato di essere dispiaciuto “dalla mancanza di Romano Prodi. Non è una una manifestazione partitica, è un corteo di persone come chiunque può vedere”