Tassa di successione si cambia,
soprattutto per aziende e conviventi. A poche ore dalla scadenza per gli
emendamenti alla Commissione Bilancio del Senato si delineano gli interventi
sulla Finanziaria concordati tra maggioranza e governo. Molte le proposte
ancora sul tavolo che saranno vagliate nelle prossime ore per arrivare alla
scadenza di oggi alle 20 con un pacchetto di modifiche condivise. Le risorse
non sono illimitate e, per gli aggiustamenti della maggioranza sono già state
indicate in 350, massimo 400 milioni. Sembra così saltare, nonostante il plauso
dei sindacati, l'ipotesi di un assegno annuale di 150 euro per gli incapienti.
Proposta avanzata da Giorgio Benvenuto ma ridimensionata in giornata da
Morgando perché “costa troppo”. Sembrerebbe saltare inoltre, sempre per
mancanza di fondi, l'ipotesi di un'imposta sostitutiva del 20% sugli affitti.
Altre novità dovrebbero poi arrivare, ma non all'interno del pacchetto di
maggioranza, sui fondi per l'editoria che 'tagliati' alla Camera dovrebbero
essere reintegrati a Palazzo Madama, e sulla ricerca. Si discute inoltre ancora
su eventuali tagli alle spese della difesa in favore della sicurezza e di un
intervento per la riduzione dei ticket sul pronto soccorso. La novità della
giornata riguarda però le modifiche alla tassa di successione che pero' -
sottolinea il viceministro Vincenzo Visco – “non apporteranno alcun cambiamento
alla legislazione civilistica in vigore”, riferendosi alle nuove regole
annunciate per i conviventi. Le novità riguardano innanzitutto le aziende:
l'imposta non dovrà più essere pagata nei passaggi tra padre e figlio (e
comunque fino al terzo grado di parentela). Questo però se l'erede si impegna a
proseguire l' attività paterna per almeno cinque anni. E l'imposta sarà
alleggerita anche per gli eredi-fratelli (che applicheranno un' aliquota piu'
bassa di quella ora prevista) e per gli eredi-disabili (che avranno una
maggiore soglia di esenzione). Altra novità, salutata oggi con favore da Franco
Grillini, deputato dei Ds e presidente onorario dell'Arcigay, e' che sara'
riconosciuta anche ai conviventi la soglia di esenzione di 1 milione di euro,
cosi' come previsto per i parenti stretti. La norma sui conviventi e' infatti una
novità assoluta per le successioni, ma non per la normativa italiana che, ad
esempio nel caso degli affitti, prevede in caso di decesso il possibile
passaggio del contratto tra i due conviventi. “Pensiamo di estendere la soglia
di esenzione di 1 milione anche per i conviventi more uxorio - ha detto il
sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi - prevedendo anche per le
successioni le norme già esistenti che si applicano, ad esempio, in caso dei
contratti di affitto”. Grandi avrebbe anche spiegato che ''il caso di cui
stiamo ragionando e' sotto l' attenzione di tutti e riguarda anche persone che
hanno ricoperto incarichi di Presidenza del Consiglio, di presidenza della
Camera, riguarda centinaia di migliaia di persone. I problemi dovuti alla
condizione del convivente non coniugato sono gia' stati risolti in molti casi e
mi pare una norma di civiltà”. Non si riuscira', invece, ad estendere le norme
dei parenti piu' stretti (in linea retta) anche ai fratelli.
La norma costava troppo. Cosi' il governo e' orientato ad introdurre per loro
una aliquota ridotta del 4%, anziche' quella attualmente prevista che e' del
6%. Diversa e' invece la soluzione trovata per gli eredi portatori di handicap.
Per loro si e' deciso di aumentare la soglia di esenzione: sara' portata a 1,5
milioni di euro. Altre novita' vengono inoltre segnalate dal ministro Cesare
Damiano e riguardano il danno biologico e le morti bianche sul lavoro. Tema che
periodicamente torna all'attenzione in occasione di gravi incidenti sul lavoro:
''il Governo ha altresi' presentato al Senato un emendamento sul danno
biologico per avanzare una proposta di sistematico riordino e armonizzazione
della materia''.