L’articolo 7 della Finanziaria fa saltare il blocco
dell’Irpef comunale ma l’aliquota
dell'addizionale non potrà superare l'0,8 per cento. In
media comporterà un aggravio di 48 euro l’anno per i lavoratori dipendenti e
porterà 1.700 milioni di euro nelle casse delle amministrazioni comunali. Non
aumenta invece il ticket sul pronto soccorso: il ministero della Salute ha
chiarito che diminuisce del 35 per cento perché con l'emendamento presentato
dal governo viene unificata a 27 euro la quota che dovranno sborsare i non
esenti per prestazioni non urgenti (codice bianco e codice verde). In più
vengono esentati tutti i bambini fino a 14 anni di età , indipendentemente dal
reddito di famiglia. Ma restano contrari Rifondazione e Comunisti italiani.
Dopo quelli sul bollo, in arrivo altri rincari per moto e auto: costeranno di
più rinnovi delle patenti, revisioni, immatricolazioni e collaudi. Dal 2009
obbligo del bancomat anti-evasione per i professionisti. Queste le ultime novita'
introdotte da una Finanziaria che, incassata la promozione del Fondo Monetario
Internazionale, e' in continuo cambiamento. Anche ieri, dopo l'insolito week
end di lavoro, e' proseguita nell'Aula della Camera la lunga maratona, in un
clima sempre più surriscaldato. Si procede molto lentamente e il tempo stringe:
restano da approvare circa 200 articoli e soli 6 giorni per farlo.
L'opposizione e' andata avanti con l'ostruzionismo strisciante. Ha cercato
ancora di far mancare il numero legale, ma non era compatta: l'Udc si e'
dissociata da Fi, Lega e An. Respinta anche la richiesta al presidente
Bertinotti di concedere un allungamento dei tempi (1-2 giorni) per licenziare
il testo "che viene continuamente emendato dal governo". Mentre
l'Unione ha precettato, via Sms, in aula tutti i deputati. E in serata la
tensione e' salita ulteriormente, quando e' andato in onda un duro botta e
risposta tra l'Udc Cesa e il presidente della Camera. Il leader Udc ha
richiamato Bertinotti al suo ruolo di "arbitro", invitandolo a
"togliersi la maglia del giocatore" in modo da "garantire tutti
i partiti". Accuse che il presidente comunista ha giudicato
"incomprensibili", raccogliendo la solidarieta' di tutta l'Unione. Ma
soprattutto del suo partito, Rifondazione. Il capogruppo Gennaro Migliore ha
attaccato Cesa e il presidente dei deputati centristi Volonte' e per protesta
la Cdl ha abbandonato la conferenza dei Capigruppo, che stava discutendo il
calendario dei lavori. "Ha usato parole da comitato centrale del
Pci", ha spiegato il leghista Gibelli riferendosi agli insulti di Migliore
a Cesa. Resta il braccio di ferro sulla fiducia. Marina Sereni, vice presidente
dei deputati dell'Ulivo, ha detto chiaro e tondo al centrodestra che "se
la Cdl continua cosi', il rischio c'e'". Ma da Forza Italia, il capogruppo
Elio Vito ha replicato: "non si chiudera' domenica, per colpa del
centrosinistra si rischia di andare all'esercizio provvisorio. Noi non abbiamo
nessuna intenzione di comprimere i tempi dell'esame".
Governo e maggioranza continuano la caccia ad ulteriori
risorse per chiudere le ultime partite. Apportare gli ultimi aggiustamenti. E
in serata il premier Romano Prodi con i ministri economici ha incontrato a
Palazzo Chigi le categorie per far rientrare rabbia e malumori. Dopo la rivolta
degli albergatori e dei comuni sara' intanto riformulato l'emendamento all'art.
9 che introduce la tassa di soggiorno (fino a 5 euro al giorno nelle grandi
citta'). Ritoccato anche l'emendamento sullo sconto ai contributi previdenziali
degli apprendisti artigiani, aumentando la copertura. Resta da sciogliere il
nodo della ricerca: per evitare la 'fuga di cervelli' si e' mobilitato il
Premio Nobel Levi Montalcini minacciando di votare contro al Senato. Chiarito
che i fondi (177,5 milioni che includono anche gli enti di ricerca) non
aumentano, il Cnr definisce "una beffa" la vicenda e il ministro
Fabio Mussi - che ha incontrato Prodi e Padoa- Schioppa - ha chiesto uno sforzo
in piu' al governo, perche' si elimini il taglio del 20 per cento dei consumi
intermedi, previsto dal decreto Visco-Bersani di luglio.
E la Rosa nel Pugno, per bocca del capogruppo Roberto
Villetti ha fatto la voce grossa, avvertendo: "piu' soldi per la ricerca o
ci asteniamo su ogni voto alla finanziaria". "Non possono essere una
sorta di cenerentola". E la maggioranza e' spaccata anche sugli stipendi
d'oro dei manager pubblici (l'Idv ha proposto un tetto alle retribuzioni, ma
l'Udeur e' contrario e ieri c'e' stato uno scambio di battute al vetriolo).
Sfumato l'accordo bipartisan Unione-Cdl sulla tracciabilita' dei pagamenti ai
professionisti: resta dal 2009 l'obbligo di pagare con carta di credito,
bancomat o assegni compensi per le prestazioni professionali superiori ai 100
euro.
Dopo un'ora di trattativa nel Comitato dei nove il relatore
ha rinunciato a presentare modifiche: "era solo un pretesto per occupare
tempo", ha spiegato Michele Ventura.