L’economia italiana crescerà dell’1,75% quest’anno e
dell’1,5% il prossimo. La stima è stata fornita dal capo degli ispettori del
Fondo Monetario Internazionale, Alessandro Leipold, al termine della sua
missione in Italia: “rispetto all’anno scorso sono più ottimista. C'è una
ripresa in atto che ha una buona ampiezza e interessa vari settori”.
Secondo Leipold il rapporto tra deficit e Pil tornerà sotto il 3 per cento
entro il 2007. “Nel complesso - ha spiegato - pensiamo che il deficit potrà
scendere sotto il 3% nel 2007”. “La Finanziaria - ha proseguito - rispetta gli
impegni sul saldo presi con l'Unione europea, per questo invitiamo a far
passare la Finanziaria in modo che questo obbligo venga rispettato”. “Il
deficit per l'anno in corso - ha detto ancora Leipold - darà un buon risultato,
migliore del 3,5% previsto, al netto però della sentenza Iva che complica le
cose”. Il rappresentante del Fmi ha sottolineato poi la "fortissima
crescita delle entrate". La lotta all'evasione fiscale, ha aggiunto, “è
sacrosanta e credibile se non si fanno ulteriori condoni”. Meno positivi i toni
usati da Leipold riguardo al taglio della spesa pubblica. Nel 2006, ha fatto
notare, “per la prima volta si va oltre il 40% del pil e precisamente il
rapporto spesa-pil è del 42%. Si tratta di una crescita ininterrotta negli
ultimi sei anni”. Critico l'esponente del Fmi anche sul provvedimento relativo
al prelievo del Tfr. La norma, ha affermato, "non è una operazione di risanamento
ma un prestito su obbligazioni future che va restituito". Diverso il
giudizio sul cuneo fiscale e l'aliquota uniforme sui risparmi. Il primo, ha
precisato Leipold, "aiuta la competitività delle imprese", mentre il
secondo "è in linea con le best practices internazionali, in
termini di trasparenza". "Il rapporto del Fmi è per noi motivo di
conforto e fiducia", ha commentato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa
Schioppa.