Secondo l’inchiesta Isae, scende la fiducia delle imprese del commercio a settembre e la fiducia nei servizi di mercato a ottobre. In particolare l’indice nel settore del commercio è calato da 114,1 a 113,1. In peggioramento i giudizi sul volume corrente degli affari. Fortemente positive si confermano invece le attese sull'andamento futuro delle vendite. Tra le serie che non entrano nella definizione di fiducia, sono più ottimistiche le aspettative circa la dinamica futura sia degli ordini che dell'occupazione. Sono in attenuazione, inoltre, le attese di tensioni inflazionistiche. Il deterioramento della fiducia non è diffuso ad entrambe le tipologie di vendita. L’indice destagionalizzato peggiora nella distribuzione tradizionale (110,6 da 114,8 in settembre) mantenendosi invece sostanzialmente stabile in quella “moderna” (115,1 da 114,7). In lieve calo i servizi di mercato, il cui indice si attesta a 32 da 35. A crescere nel terzo trimestre è la percentuale di imprese che percepisce l'esistenza di ostacoli all’attività produttiva. Alcune importanti differenze emergono a livello settoriale: l'indice scende a -15 (da 18) nei servizi finanziari e, in linea con quanto emerge dall'inchiesta Isae sui Consumatori, a 20 (da 30) in quelli alle famiglie; per contro, la fiducia torna sui massimi di aprile nei servizi alle imprese (a 43, da 39). Ad ottobre dello scorso anno il clima di fiducia nei servizi alle famiglie, finanziari e alle imprese era rispettivamente pari a 17, 4 e 17. La situazione e' eterogenea anche a livello territoriale: la fiducia cresce nel Nord Ovest (a 39, da 38) e al Centro (a 34, da 27) e cala, per contro, nel Nord Est (a 12, da 22) e al Sud (a 1, da 58); ad ottobre del 2005 il clima di fiducia nel Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud era pari rispettivamente a 8, 31, 16 e 50. Nel terzo trimestre dell'anno, cresce la percentuale delle imrpese che percepisce l'esistenza di ostacoli all'attivita' produttiva.A livello settoriale, gli ostacoli sono in forte aumento per gli operatori dei servizi finanziari (al 40 dal 18%) e alle imprese (al 54 dal 23%), mentre nei servizi alle famiglie la percentuale e' pressoche' stabile rispetto al trimestre scorso (al 47, da 46%). Tra i fattori che ostacolano la produzione, assumono maggiore importanza rispetto allo scorso trimestre i vincoli finanziari (al 37%, dal 34) e quelli legati all'insufficienza di domanda (al 26%, dal 13 dello scorso trimestre); per contro, si ridimensiona il peso della scarsita' di manodopera (al 4%, dal 5) e degli ''altri motivi'' non meglio specificati (al 35%, dal 54).