L’economia “tira
il freno”, tasse e incertezza frenano i consumi
L’economia italiana consolida la ripresa nella prima
metà del 2006, ma si prevede un rallentamento a fine anno e nel 2007. La
crescita del Pil nei primi sei mesi dell’anno, pur registrando valori migliori
rispetto agli anni precedenti, non recupera il gap di sviluppo che il nostro
Paese ancora sconta rispetto sia all’Eurozona che ai principali partner
europei, Francia e Germania in particolare. E alle positive dinamiche
dell’export e degli investimenti si contrappone una sostanziale debolezza della
domanda interna, caratterizzata da un andamento altalenante dei consumi delle
famiglie. Sul versante prezzi, si assiste ad un’evoluzione sostanzialmente
sotto controllo, ma che risente ancora delle recenti tensioni registrate sui
mercati petroliferi, mentre appare non molto positivo il quadro della finanza
pubblica legato anche agli effetti delle recenti misure contenute nella
Finanziaria. In particolare, si evidenziano gli effetti depressivi sull’economia
in generale, e sui consumi in particolare, derivanti dall’aumento della
pressione fiscale che torna ai livelli più alti degli ultimi 15 anni. Queste le
valutazioni del Centro Studi di Confcommercio sulle dinamiche in atto
nell’economia italiana e sulle prospettive 2006-2007 contenute
nell’Osservatorio Economico di ottobre.
Il rapporto sottolinea, in particolare, che dopo un
2005 caratterizzato dalla stagnazione e dopo la “ripresina” dei primi mesi del
2006 che porterà a fine anno il Pil a un +1,6%, è prevista sin dal quarto
trimestre dell’anno un’attenuazione che si protrarrà fino al 2007 con un Pil al
+1,2%. Quanto alla domanda estera per esportazioni, è previsto un graduale
contenimento nel 2006, con un +4,3%, e nel 2007 (+3,1%) anche a causa della
scarsa competitività innovativa dei nostri prodotti. Sul versante della domanda
interna, l’incertezza sulle prospettive di sviluppo del Paese, gli effetti sul
reddito delle famiglie degli interventi fiscali del Governo e le dinamiche di
costo dei servizi pubblici locali, determina un generale contenimento dei
consumi che si manterranno al di sotto dei livelli del Pil, crescendo del +1,1%
nel 2006 e di un +0,8% nel 2007.
Dal lato dell’offerta, dopo un recupero dei livelli della domanda di investimento da parte delle imprese nei primi mesi dell’anno, si attende un ulteriore rallentamento, inadeguato a sostenere la crescita, che si attesterà nel 2006 al +2,5% e nel 2007 al +2,1%, anche a causa di alcune misure della Finanziaria, quali il trasferimento del 50% del Tfr, mentre
Sono molti gli elementi di preoccupazione sul fronte della finanza pubblica legati soprattutto agli effetti di alcune misure contenute nella Legge Finanziaria: in particolare, l’eccessivo sbilanciamento sul versante delle entrate (oltre 24 miliardi) rispetto ai tagli di spesa e gli interventi in campo fiscale che porteranno, nel 2007, la pressione fiscale ad un livello superiore al 42%.