“La famiglia è il punto forte della Finanziaria”. Mentre il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, si prepara ad affrontare oggi il primo esame in Europa per la sua 'creatura', il premier difende le misure anti-deficit appena varate, risponde all’appello del presidente Napolitano e non chiude la porta alle modifiche, chieste anche all’interno dell’Unione dal vice premier Francesco Rutelli. Ma pone un limite invalicabile: non vanno intaccati gli obiettivi di “equità , sviluppo ed equilibrio dei conti”.
Oggi pomeriggio il ministro dell’Economia illustrerà a Lussemburgo ai colleghi dell’Eurogruppo i contenuti della manovra da 33,4 miliardi (pari a 2,2 punti di Pil). Poi domani parteciperà alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles. Sonderà anche il Commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, che finora non ha fatto nessun commento. Non è escluso infatti che i due si possano incontrare in separata sede, oggi o domani, proprio per fare il punto sulla situazione dei nostri conti pubblici. E Tommaso Padoa-Schioppa dovrà essere molto convincente. Almunia entro nemmeno un mese (6 novembre) dovrà mettere a punto le cosiddette previsioni d’autunno della Commissione. E allora si capirà se Bruxelles considera credibili o meno gli obiettivi della Finanziaria. Con i colleghi di Eurolandia e con Almunia il titolare dell’Economia italiana insisterà sul fatto che le misure prese con la Finanziaria sono strutturali e in grado di raggiungere gli obiettivi su cui l’Italia si è impegnata in Europa. Ribadirà poi che la manovra è solida e, se pure potrà essere modificata in Parlamento sulle questioni-chiave (Tfr e tagli agli enti locali), i saldi dovranno restare immutati, cioè la manovra complessiva deve rimanere di 33,4 miliardi. La stessa tesi espressa sabato da Prodi, che ha aperto ai ritocchi 'tecnici' anche per disinnescare la rivolta dei sindaci. Il premier ha confermato che “sono sempre possibili correzioni alla Finanziaria”. Poi ha risposto al Capo dello Stato - che aveva invitato a sostenere le famiglie meno abbienti, ad avere un’attenzione particolare alle politiche familiari – sostenendo che “la famiglia è il punto fondante” della manovra economica per il 2007. Su tre fronti: assegni familiari, aliquote Irpef, incentivi per gli asili nido.
Prodi ha poi detto sì al dialogo con i sindaci, che incontrerà domani a Palazzo Chigi insieme ai presidenti delle province e delle comunità montane per cercare di ridurre le distanze senza travolgere la manovra. Lo attende una settimana di difficili trattative, mentre restano dissensi nella maggioranza. I primi cittadini hanno già detto a chiare note che chiedono di ridurre il taglio di 4,3 miliardi alle risorse trasferite, ma alla vigilia il viceministro Vincenzo Visco mette le mani avanti, dice di aspettarsi “comprensione e solidarietà ” dagli amministratori locali, perché “le correzioni devono essere limitate alle possibilità reali”.
Intanto alla Camera partono le audizioni delle Commissioni bilancio di Montecitorio e Palazzo Madama. Martedì alle 20 sarà il turno di Confcommercio.