Ieri le cinque organizzazioni di rappresentanza del mondo del commercio e dell’artigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani, si sono riunite al teatro Capranica di Roma per contestare i contenuti della manovra: dall’adeguamento degli studi di settore all'aumento dei contributi, dalle sanzioni per chi non rilascia lo scontrino all'aliquota del 10% sugli apprendisti. Sono intervenuti
tutti i presidenti: Carlo Sangalli (Confcommercio), Giacomo Basso (Casartigiani), Ivan
Malavasi (Cna), Giorgio Guerrini (Confartigianato), Marco Venturi
(Confesercenti). Dunque un
esercito di 4 milioni di aziende, il 70% del sistema produttivo italiano
operante nel commercio, nell'artigianato, nel turismo e nei trasporti e che
contribuisce alla produzione del 70% del prodotto interno lordo, si schiera
contro il Governo. Già nei giorni passati i dirigenti di Confcommercio,
Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani si erano incontrati per
definire la strategia da seguire in vista dell'appuntamento di oggi, prima
tappa, spiegano, del percorso di mobilitazione. Oggi è stato presentato un
documento comune sulla Finanziaria: la politica delle entrate, il cuneo fiscale
e contributivo, gli studi di settore, le politiche per lo sviluppo e le
richieste delle cinque organizzazioni per modificare l'impalcatura della
Finanziaria. E non sono stati solo i rappresentanti delle imprese a
mobilitarsi: anche i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una
manifestazione nazionale a sostegno delle richieste di modifica della legge,
visto che i segnali di disponibilità avuti dal governo alle rivendicazioni di
Spi, Fnp e Uilp “appaiono ancora insufficienti”. Alla finestra, almeno per ora,
restano i lavoratori del pubblico impiego che aspettano l'emendamento del
governo per il rinnovo del contratto. Il ministro della Funzione pubblica,
Luigi Nicolais, ha confermato l'intenzione di presentare un emendamento alla
Finanziaria sulle risorse per i rinnovi. I sindacati hanno apprezzato le
dichiarazioni del ministro ma hanno chiesto di vedere immediatamente le
novita'. "Ci hanno promesso che presentavano questo emendamento - ha
sottolineato il leader della Cisl, Raffale Bonanni - ma la risposta sta tardando,
se non lo presentano entro oggi credo ci sara' lo sciopero generale".