Il governo boccia la nuova aliquota del 45% per i redditi
oltre i 150mila euro. La norma, proposta martedì dall’Ulivo, non è stata
inserita nell'emendamento all'articolo 3 della Finanziaria con cui l'esecutivo ha
corretto alcune incongruenze della riforma Irpef, intervenendo su assegni
familiari e detrazioni a carico, che è' stato depositato ieri in commissione
Bilancio alla Camera. Al termine di una giornata ricca di precisazioni al
riguardo il premier Romano Prodi ha chiuso il caso con una battuta. “L’Irpef al
45% non era nei programmiâ€. La proposta di modifica prevede una serie di
rimodulazioni sull'Irpef a favore del contribuente con coniuge a carico e
reddito fino a 40mila euro e per il contribuente con coniuge e figli carico e
reddito oltre i 40mila euro. La misura, ha assicurato il viceministro
all'Economia Vincenzo Visco, non incide sui saldi stabiliti dalla manovra e non
contiene una clausola di salvaguardia. Ad anticipare la correzione di rotta era
stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, davanti
ai giornalisti presenti a Montecitorio. "L'emendamento che prevede tasse
al 45% per i redditi sopra i 150mila euro non e' una priorita' del governo. Si
tratta di un emendamento parlamentare. Il Parlamento e' sovrano ma il governo
e' per il mantenimento del quadro prospettato da decreto". Parole accolte
con ironia dall'opposizione che ha puntato il dito sul sottosegretario
costretto a smentire la sua maggioranza. Malgrado il no di Letta l'esecutivo ha
continuato a dividersi sulla proposta che avrebbe portato a sei le aliquote
Irpef: contrario il viceministro all'Economia, Roberto Pinza, mentre per il
ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si tratta di "una buona idea da
mantenere" anche perche' contribuisce a tenere la curva fiscale per i
redditi piu' alti. Giudizio sospeso invece da parte dei sottosegretari Mario
Lettieri e Nicola Sartor che hanno dato la loro disponibilita' a discuterne nel
corso del vertice di maggioranza in calendario sabato prossimo a Villa
Pamphili. Il prelievo oltre i 150mila euro, il cui gettito era stimato in 200
milioni di euro, avrebbe dovuto finanziare attraverso un contribuito di
solidarieta' del 2% gli sgravi fiscali per i pensionati over 75 (da 690 euro
per i redditi fino a 55mila euro a 1.840 euro per quelli inferiori a 8mila euro
all'anno). Intervenendo ad un incontro presso l'associazione della stampa
estera a Roma, Visco e' tornato a difendere l'impianto della manovra da 40
miliardi di euro che consentira' di riequilibrare il deficit ed incrementare il
surplus della spesa primaria. "Se si deve risanare si risana e se lo si fa
per il bene del Paese la gente lo capisce. Abbiamo scelto di pagare tutto e
subito ma quando gli effetti della cura si faranno sentire allora ci sara' il
tempo di recuperare". Si dice ottimista anche il ministro del'Economia
Tommaso Padoa Schioppa che ha incontrato a Londra il collega Gordon Brown e un
gruppo di investitori istituzionali a cui ha illustrato le linee guida della Finanziaria.
"Nel 2007, per la prima volta dopo sei anni, riporteremo il deficit
pubblico sotto il 3%. E anche il nostro enorme debito comincia di nuovo a
ridursi".