Secondo i dati definitivi
dell’Istat, a settembre l’inflazione è scesa al 2,1% dal 2,2% di agosto.
Vengono così “smentiti” i dati preliminari che indicavano un tasso al 2,2%. Su
base mensile, i prezzi sono diminuiti dello 0,1% (variazione nulla nelle stime
preliminari). L’Istat ha invece rivisto al rialzo l’indice armonizzato europeo
che passa dal +2,2% tendenziale stimato a fine settembre, al +2,4%. Su base
mensile i prezzi calcolati in base ai
parametri europei sono aumentati dello 0,7% rispetto a una precedente stima di
+0,5%. Il rallentamento dell’inflazione risente in particolare della
consistente flessione dei prezzi del comparto energetico: rispetto ad agosto i
beni del settore hanno infatti
registrato un calo del 2,4%, mentre rispetto a settembre 2005 il tasso di
crescita dei prezzi è stato del 5,9%, in netta decelerazione rispetto al
+10,5%Â registrato ad agosto. Il
rallentamento dei prezzi energetici si è fatto sentire in particolare sui
capitoli abitazione, acqua, elettricitĂ e combustibili (-0,1% mensile e +5,7%
annuale) e trasporti (-1,5% mensile e
+2% annuale). Su base congiunturale gli aumenti significativi sono stati
rilevati per i capitoli istruzione (+0,6%), prodotti alimentari e bevande analcoliche, comunicazioni e
servizi ricettivi e di ristorazione
(+0,3% per tutti e tre i comparti), abbigliamento e calzature e ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2% per entrambi). Gli incrementi tendenziali più
significativi sono stati invece, oltre
che per l'abitazione, quelli di bevande alcoliche e tabacchi (+5,1%) e altri beni e servizi (+2,7%). In calo su
base annuale ancora una volta il capitolo comunicazioni (-3,4%), che però su base mensile ha registrato un
aumento dello 0,3%Â dovuto in gran parte
all'aumento mensile dell’1,4% dei prezzi delle apparecchiature telefoniche
(soprattutto cellulari). L’Istat segnala aumenti ancora elevati per prodotti
tipici delle vacanze come i trasporti
marittimi (+9,3% su settembre 2005) o i
pacchetti vacanza (+4,6%). Caso particolare anche quello dei servizi
finanziari, che su base annua hanno
registrato un aumento dello 0,9%, ma su baseÂ
mensile sono diminuiti dello 0,1%. Un calo imputabile in gran parte ad
un aumento della frequenza nei casi di
azzeramento delle spese di estinzione dei conti correnti.