Tfr: firmata l’intesa a Palazzo Chigi
Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno firmato l’accordo con il governo che consente l’anticipo al 2007 del decollo della previdenza integrativa e il trasferimento del Tfr “inoptato” ad un fondo speciale dell’Inps con l’esenzione delle imprese al di sotto dei 50 dipendenti. “Con questo accordo il sistema finanziario ottiene nuove cospicue risorse al servizio dello sviluppo e i lavoratori possono integrare la loro pensione con lo strumento della previdenza integrativa” ha commentato il presidente del Consiglio Romano Prodi al termine della riunione. Mentre il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, ha rassicurato: “non ci saranno problemi per le imprese”. Nella conferenza stampa di rito il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha frenato l'entusiasmo parlando di “un fatto positivo per i giovani e le aziende” ma incalzando il governo “a guardare avanti e affrontare il cammino delle riforme”. Molto soddisfatti invece i leader sindacali. Raffaele Bonanni della Cisl saluta “un'intesa storica che sana un'ingiustizia che durava da dieci anni” mentre Guglielmo Epifani della Cgil sottolinea che e' stata tutelata “la liberta' di scelta dei lavoratori”. A sbloccare la situazione e' stato il direttivo straordinario di Confindustria che si è riunito ieri mattina in Viale dell'Astronomia per decidere se firmare o no l'intesa che porterà nelle casse dello Stato una cifra complessiva di 5 miliardi di euro. Malgrado la garanzia sul fondo da 450 milioni di euro per compensare la perdità di liquidità delle imprese obbligate per legge al trasferimento del trattamento di fine rapporto all'Inps e l'impegno a ridiscutere tra un anno l'intera questione Tfr-Inps, per gli industriali “il boccone rimane amaro” ha ammesso il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei. Dal primo gennaio prossimo dunque le liquidazioni dei lavoratori che non aderiranno ai fondi pensione confluiranno in un fondo gestito dall'Inps. L'obbligo scattera' soltanto per le aziende con piu' di 50 dipendenti ed il governo si e' impegnato a garantire contestualmente l'erogazione delle compensazioni per bilanciare la perdita di questa liquidita'. Da gennaio a giugno, come indicato dalla Finanziaria, i lavoratori avranno tempo per stabilire a chi conferire la loro liquidazione. Se non sara' presa alcuna decisione in base al meccanismo del silenzio-assenso il Tfr finira' nei fondi di gestione. Per quanto riguarda le compensazioni alle imprese in ballo ci sono 450 milioni di euro che gli industriali potrebbero incassare attraverso lo sgravio di una parte degli oneri impropri che gravano sulla basta paga. Ora l'iniziativa resta al governo: un incontro con le altre associazioni di categoria (piccole e medie imprese, commercio e artigianato), l'Ugl e i sindacati autonomi dovrebbe precedere il varo di un decreto legge sulla parte regolatoria della previdenza integrativa. Ieri i vertici di Confcommerio e Confapi hanno espresso "grande preoccupazione" per l'intesa. Chiuso questo fronte, si riaccende quello del pubblico impiego. L'assemblea dei quadri Cgil, Cisl e Uil ha chiesto ai vertici nazionali di indire lo sciopero generale se non sara' rinnovato il contratto scaduto l'anno scorso.