Nel primo trimestre la variazione era stata di poco superiore: +0,7% congiunturale, +1,6% tendenziale. Il periodo aprile-giugno ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre 2005.
Per quel che riguarda la crescita acquisita per il 2006 (l’incremento annuale che si registrerebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno), anch’essa è stata confermata rispetto alla stima preliminare: +1,4%.
Circa i contributi alla crescita congiunturale del Pil nel secondo trimestre - spiega l’Istat -nessun aggregato spicca in maniera evidente: la domanda nazionale al netto delle scorte ha pesato per 0,4 punti percentuali, al cui interno i consumi finali nazionali contribuiscono per 0,2 punti percentuali (spesa delle famiglie residenti: 0,1; spesa della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private: contributo nullo) e gli investimenti fissi lordi per 0,2 punti percentuali. Contributo di 0,2 punti percentuali anche per la domanda estera netta, mentre pesa in maniera negativa la variazione delle scorte e degli oggetti di valore (-0,1).
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1%, il totale delle risorse (prodotto interno lordo e importazioni di beni e servizi) è cresciuto dello 0,6%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dell’1,7%, gli investimenti fissi lordi dell’1,2% ed i consumi finali nazionali dello 0,2%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,3%, quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private è cresciuta dello 0,2%.
In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate del 5,2% e le importazioni del 3,4%. La spesa delle famiglie residenti e quella della pubblica amministrazione sono cresciute rispettivamente dell’1,5% e dello 0,6%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale è cresciuta, in termini tendenziali, dell’1,8%.
Nel secondo trimestre del 2006 si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+1,4%), per gli altri servizi (+0,6%), per le costruzioni (+0,3%) e per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,2%). L’industria in senso stretto è rimasta stazionaria, mentre il settore agricolo ha manifestato una flessione dello 0,4%.
In termini tendenziali, il valore aggiunto dei servizi è cresciuto del 2%, quello dell’industria dello 0,6% e quello delle costruzioni dello 0,5%. Sempre in flessione l’agricoltura che segna un calo del 2,3%.