Sangalli a Visco: “il
Governo assuma impegni precisi per costruire un futuro migliore”
Per far sì che la
“ripresina” in atto si consolidi, “la strada da imboccare è chiara: riduzione
della spesa pubblica, senza lacrime e sangue, ma con riforme che incidano
strutturalmente; controllo e riduzione della pressione fiscale; sostegno
all’innovazione, soprattutto nei servizi, come leva per l’incremento di
produttività di tutto il sistema-Paese”. E’ la “ricetta” suggerita dal
presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, al viceministro dell’Economia,
Vincenzo Visco, che ha presenziato al Consiglio Generale della Confederazione.
Nel suo intervento (vedi
a fondo pagina il testo integrale, ndr), Sangalli ha sottolineato la
necessità di “spendere meno, ma soprattutto spendere meglio. La Finanziaria non
potrà fare tutto questo e subito. Ma può e deve indicare con chiarezza la
strada da intraprendere nell’immediato e da percorrere, con passo certo, negli
anni a venire”. Per il presidente di Confcommercio, bisogna partire da una dura
lotta all’evasione e all’elusione (“non solo una priorità del Governo, ma un
tema che vogliamo fare nostro”) evitando di “pigiare ulteriormente il pedale
fiscale.
“Se tutti pagano le
tasse – ha detto - si può pagare tutti meno. E peraltro ridurre il carico
fiscale complessivo e rendere più efficienti i servizi pubblici è un buon modo
per far sì che tutti paghino e per rafforzare la tax-compliance”. Confcommercio
è pronta “a continuare il lavoro comune intrapreso con gli studi di settore ed
a farne anche una manutenzione straordinaria”, ma chiede di sapere cosa sta
facendo il Governo per recuperare i danni causati da un’economia sommersa assai
diffusa, riferendosi in particolare alla “tante, troppe società di capitali
cronicamente in rosso”. La “caccia alle streghe”, insomma, sarebbe
controproducente.
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“Occorre – ha specificato Sangalli -
un’amministrazione finanziaria più efficiente e che faccia i controlli
realmente necessari. Che assuma le informazioni realmente necessarie nel
rispetto del diritto alla privacy. Ma è importante pensare anche al
contribuente in regola che paga le tasse e vorrebbe pagarle con un sistema di
norme piĂą semplici, piĂą chiare e, soprattutto, certe e stabili. Che paga le
tasse e, avendone diritto, vorrebbe rimborsi fiscali piĂą veloci. Che paga le
tasse e vorrebbe un sistema fiscale piĂą attento anche alle disposizioni
comunitarie”.
Le imprese del terziario
“chiedono solo di poter lavorare, senza corsie preferenziali, ma in un contesto
attento alle loro esigenze per crescere e far crescere il Paese. Per questo –
ha continuato Sangalli - chiedono che si dia risposta a questioni che sono
davvero divenute di troppo lungo periodo”. Al riguardo il presidente di
Confcommercio ha fatto molti esempi: dall’esclusione delle imprese commerciali
dall’accisa agevolata per gli usi di gas metano alla detraibilità Iva per il
turismo congressuale e ai canoni demaniali; dalla tassa sulle insegne alla
deducibilitĂ delle spese per le autovetture per gli agenti di commercio;
dall’incidenza del carico fiscale sul gasolio per l’autotrasporto agli sgravi
contributivi per le imprese del cabotaggio; dagli incentivi per le
ristrutturazioni edilizie e gli investimenti in innovazione al credito di
imposta per i nuovi assunti e alla fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno”.
“Siamo gente concreta e
che sa far di conto – ha concluso Sangalli - e non ci piacciono, dunque, né le
lamentazioni, né i libri dei sogni. Per questo, la richiesta che facciamo è
assai semplice: si esamini il dossier delle questioni aperte, a partire dalla
questione della riduzione del cuneo fiscale e contributivo; ci si confronti e
dica il Governo cosa potrĂ essere fatto subito e cosa potrĂ essere fatto negli
anni a venire. Con gradualitĂ e realismo, certo. Ma anche assumendo impegni precisi.
Altrimenti, la concertazione – anche quella necessaria per scrivere un nuovo
Patto per la crescita – si risolverà in dichiarazioni suggestive, ma certo non
aiuterà a costruire, per il nostro Paese, un futuro migliore”.
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