L’inaugurazione dell’anno scolastico da parte del
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riapre sia pure indirettamente
il problema delle mense scolastiche. Nonostante per effetto dell’autonomia
scolastica gli studenti abbiano già iniziato ad affollare le aule, il discorso
del Capo dello Stato dà ufficialmente il via al nuovo corso di studi 2006-2007
che riguarderà quasi nove milioni di studenti fra elementari, medie e
superiori. Si tratta di una fascia di popolazione in grado di muovere nel corso
dei nove mesi di studio un giro di affari da oltre due miliardi e mezzo di euro
fra colazioni, merende e pasti nelle mense. Da un’indagine Fipe risulta,
tuttavia che proprio le mense scolastiche hanno registrato le maggiori
difficoltà a livello di fatturato, contribuendo a tirare al ribasso tutto il
settore della ristorazione collettiva. Da tempo, i gestori aderenti ad Angem,
di Fipe-Confcommercio, pari al 50% dell’intero settore, rivendicano la
possibilità di procedere con l’offerta economicamente più vantaggiosa al posto
di quella al massimo ribasso anche nelle gare per gli appalti pubblici nel
settore scolastico. Si tratta di una proposta in grado di garantire migliore
qualità e servizio nei pasti forniti agli studenti e maggiore trasparenza e
correttezza nella gestione aziendale.
Questo
tema, ma non solo, sarà oggetto del prossimo convegno internazionale
“Ristorando 2006” in programma a Milano (Centro Congressi Le Stelline) il 21 e
22 Settembre.
Il pranzo
a scuola, in grado di muovere da solo un giro d’affari da oltre un miliardo di
euro, viene utilizzato da 1,9 milioni di ragazzi di cui la quasi totalità è
rappresentata dai bambini della scuola materna (920 mila) e da quelli delle
elementari (719 mila). Si tratta della seconda voce fra quelle relative ai
consumi fuori casa, subito dopo la spesa per la merenda pari a circa un
miliardo e mezzo. All’ultimo posto risulta dunque il costo della colazione.
Circa il 15% dei ragazzi tra 6 e 19 anni ne fa a meno, mentre almeno il 10%
degli scolari (pari a 720mila unità) la consuma al bar lasciando nelle casse
dei pubblici esercizi incassi complessivi per circa 1,4 milioni di euro.
IL VALORE DI COLAZIONI, MERENDE E
PRANZI A SCUOLA
Saranno
poco meno di 9 milioni gli studenti che a partire da lunedì 11 siederanno sui
banchi di scuola (statale e non) per il nuovo anno scolastico 2006/2007.

(*) a.s. 2005/2006
Oltre
alle spese una tantum per zaini,
astucci, libri e attrezzature varie le famiglie affronteranno quotidianamente
spese per la mobilità (tessere autobus, benzina per l’automobile e per i
ciclomotori) e per l’alimentazione (colazioni, merende, pranzi).
Se il 15%
dei ragazzi tra 6 e 19 anni salta la colazione, almeno il 10% (pari a 720mila
unità) la consuma al bar.
La
merenda, al contrario, è un rito a cui rinunciano in pochi sia tra i più
piccoli che tra i più grandi.
Il pranzo
in una mensa scolastica riguarda poco più di 1,9 milioni di studenti come
riportato nella tabella che segue:

Fonte. elaboraz. C.S. Fipe su dati
Istat
Una stima
del valore del consumo alimentare generato dalla scuola può essere così
ripartito:
|
|
in milioni di euro |
|
colazione |
1,4 |
|
merenda |
1.523 |
|
pranzo |
1.075 |
|
TOTALE |
2.599 |
Fonte. stima. C.S. Fipe