
Confcommercio
ha presentato alla stampa le previsioni sulle tredicesime e sui consumi di
Natale. Il presidente Sangalli ha sottolineato che quest’anno
“nonostante l’aria di crisi e le evidenti difficoltà non ci sarà un crollo dei
consumi”. “Ciò è dovuto – ha precisato il presidente – a tre motivi: la
consueta ritualità degli acquisti, una quota della tredicesima che viene
destinata alle spese e infine il fatto che la distribuzione vende un prodotto
su tre attraverso promozioni e offerte”. Infine, il presidente di Confcommercio
ha espresso un parere positivo sull’iniziativa della Social Card messa in campo
dal governo: “E’ un passo importante – ha concluso Sangalli- soprattutto per le
famiglie più povere ma non è una misura risolutiva in senso generale”.
L’analisi “tecnica” dell’andamento dei consumi di Natale è stata fatta dal
direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella. Secondo Bella, “i consumi
aumenteranno di un timido 1,1% che però in termini reali, cioè depurati dal
tasso di inflazione, segneranno un
-1/-1,5%. Complessivamente si spenderanno poco più di 8 miliardi (7,9 l'anno
scorso)”. “Questo - ha spiegato Bella - è dovuto anche alla maggiore quota di
tredicesima risparmiata che verrà accantonata in queste prossime feste
natalizie. Verrà risparmiato infatti l’11,5% delle tredicesime, equivalente a
9,6 miliardi di euro, rispetto agli 8,6 dello scorso anno”. In totale dei 36,6
miliardi di euro di tredicesime nette disponibili, circa 27 miliardi verranno
destinate ai consumi (+3,6% in termini monetari), mentre 18,9 miliardi (+4,7%),
verranno destinate alle spese fuori dal dettaglio, di cui 9,4 miliardi in spese
come alberghi, bar, ristoranti, telefonia e giochi e 9,5 miliardi in spese come
gestione di automobili, riparazioni varie, affitti, luce, acqua, gas,
carburanti, assicurazioni. Considerando la spesa di dicembre, Confcommercio
stima che in termini monetari nel comparto alimentare verrà registrata una
crescita della spesa dell'1,8% con 3 miliardi di euro, mentre tra i non
alimentari la crescita maggiore dovrebbe essere registrata nell'utensileria
della casa e della ferramenta con un +3,7%. Sempre tra i non alimentari, la
fetta più consistente delle tredicesime dovrebbe essere spesa nel settore
dell'abbigliamento con 1,2 miliardi di euro (+1%).
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