
Confcommercio: sui consumi l’ombra della recessione Â
Italiani sempre piĂą pessimisti e in prudente attesa di
tempi migliori. Infatti, secondo l’Outlook sui Consumi Censis-Confcommercio,
che fotografa l’atteggiamento delle famiglie italiane rispetto ai consumi nel
primo trimestre del 2008 e traccia le previsioni per il secondo trimestre
dell’anno, proseguendo nel trend degli ultimi trimestri del 2007, anche nei
primi tre mesi del 2008 si registra un deterioramento del clima di fiducia
delle famiglie italiane e un aumentoÂ
della percentuale di pessimisti che arriva a quasi il 45% (era il 27% a
inizio 2007) superando per la prima volta la percentuale di ottimisti. Prevale
un atteggiamento di forte prudenza e cautela circa le decisioni di spesa
future, con un rinvio degli acquisti piĂą consistenti come i beni durevoli,
confermato da un’elevata percentuale di intervistati (il 54%) che non aumenterĂ
i livelli di spesa tra aprile e giugno 2008; rispetto al primo trimestre 2007,
aumentano le spese incomprimibili (affitti, utenze, carburante e trasporti) e
si riducono quelle non strettamente necessarie (pasti fuori casa per svago,
benessere e cura del corpo, tempo libero e cultura) delineando uno scenario di
bassa congiuntura e caratterizzato da comportamenti di spesa ancora molto
“attendisti” da parte delle famiglie.
L’indice
sintetico totale Censis-Confcommercio è passato da un valore di 3,04, rilevato
nel quarto trimestre 2007, ad un valore di 3,02 nell’ultimo trimestre, calo attribuibile
esclusivamente alla riduzione dell’indice di fiducia, passato infatti dal 3,10
di fine 2007 al 2,87 attuale. Questo peggioramento delle aspettative di una
larga parte delle famiglie, che ha caratterizzato tutto il 2007 e confermato
quindi anche nel primo trimestre del 2008, comporterĂ presumibilmente un
ulteriore raffreddamento della giĂ bassa propensione al consumo. Infatti, dai
dati raccolti nei primi tre mesi del 2008, sembra non potersi dedurre nessun
cambiamento sostanziale nella capacitĂ di spesa delle famiglie italiane che,
anzi, evidenziano un atteggiamento di forte prudenza sui piani di spesa futuri
rinviando, in molti casi, le spese più consistenti come l’acquisto di beni
durevoli.
Per quanto
riguarda le spese correnti, il confronto con i valori medi di spesa tra il
primo trimestre del 2007 ed il primo trimestre del 2008 (Fig. 1) indica un
lieve incremento di voci quali: affitto o mutuo (che riguardano circa il 30%
delle famiglie), alimentari, utenze domestiche, spese per carburante e
trasporti pubblici, spese mediche, pranzi fuori casa. Le maggiori spese
sembrano essere determinate da alcuni recenti rincari che operano dunque sulle
voci incomprimibili (alimentazione, mobilitĂ , utenze domestiche).
Continua ad
essere prevalente tra le famiglie intervistate un senso di cautela e timore per
l’immediato futuro; in particolare il 54,2% degli intervistati ritiene che nel
secondo trimestre 2008 i livelli di spesa familiare resteranno identici a
quelli degli ultimi mesi; in sostanza in molti non prevedono spese extra (Fig.
2).
La ripartizione
percentuale tra chi prevede incrementi, stazionarietĂ o riduzioni nelle spese
per i prossimi mesi, inoltre, è molto simile a quanto riscontrato nel quarto
trimestre 2007.
Che un senso di
attesa e di cautela sia messo in atto è provato, inoltre, dall’incremento del
numero di persone che rinviano le spese principali rispetto a quanto rilevato
nell’ultimo trimestre del 2007; egualmente appare abbastanza ridimensionata,
rispetto alle ultime rilevazioni, la quota di chi prevede di effettuare nuovi
acquisti.
Le prime voci di spesa per l’immediato futuro sono i nuovi
capi di abbigliamento e calzature, le spese per il benessere fisico e i viaggi
in Italia (Fig. 3).
Tra il quarto
trimestre del 2007 ed il primo trimestre del 2008 aumenta considerevolmente il
numero di persone che guardano al futuro con pessimismo (Fig. 4): essi sono il
44,7% a fronte del 39,9% rilevati alla fine del 2007 e, per la prima volta da
inizio 2007, superano gli ottimisti che non erano mai scesi al di sotto del
40%. L’incremento del numero di chi guarda con un certo smarrimento il futuro
ha raggiunto il massimo rispetto agli ultimi cinque trimestri. Cresce, seppure
con minore intensitĂ anche la percentuale di incerti, mentre gli ottimisti sono
il 37,9% degli intervistati contro il 44,8% nel trimestre precedente (erano al
57% all’inizio del 2007).
Va sottolineato come questo trend di continuo e progressivo deterioramento nel tempo del clima di fiducia, unito alla accentuata stagnazione della domanda interna ed alle continue revisioni al ribasso della crescita italiana per il 2008 da parte delle istituzioni nazionali ed internazionali, non lasci intravedere tangibili segnali per una vera ripresa ma, anzi, avvalori sempre di più l’ipotesi di uno scenario recessivo nei prossimi mesi.
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