
A Siena
convegno su crisi e recessione
Nel suggestivo scenario della Sala San Pio V,
all’interno dell’ente museale di Santa Maria della Scala, si è svolto a Siena il
convegno “Dalla crisi dei mercati finanziari alla recessione economica:come
affrontarli? Associazioni, banche, enti pubblici e imprese a confronto”, organizzato
da Confcommercio Siena. Sono intervenuti: Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio nazionale; Beniamino Quintieri, docente di Economia Politica
a Tor Vergata; Maurizio Cenni,
sindaco di Siena e Giuseppe Mussari,
presidente Banca MPS spa.
Un grave lutto non ha permesso al presidente della
Confcommercio senese, Stefano Bernardini, di portare il suo saluto; al suo
posto è intervenuto il vice presidente vicario di Confcommercio Siena Pietro
Bazzani. Secondo Beniamino Quintieri, la situazione attuale non si può
paragonare alla crisi del 1929 (negli Stati Uniti -33% pil –25% occupazione), “quindi
– ha detto Quintieri - non è utile una ricetta ‘protezionistica’: il rischio è
una sorta di sindrome giapponese, cioè una decennio di stagnazione come
accaduto al paese del sol levante”. “Fino a due mesi fase –ha aggiunto
Quintieri - la preoccupazione principale era combattere l’inflazione; adesso vi
è il pericolo opposto: la deflazione, visto che il prezzo del petrolio è sceso
velocemente da 130/140 dollari a 50/60 dollari al barile con le ovvie
conseguenze sui prezzi delle materie prime. Occorre creare un clima di fiducia
accettabile; è difficile che non vi sia un forte ridimensionamento dei consumi
anche se la domanda internazionale potrebbe essere sostenuta dai paesi asiatici
come la Cina e l’India”. “Dunque – ha concluso Quintieri - l’Italia dovrà fare
attenzione al mercato russo e all’Opec perché se è vero che il petrolio costa
meno questo potrebbe influire sulle esportazioni italiane destinate a essere
meno richieste. Vi è poi qualche rischio di vincoli più stretti per il credito
alle imprese ma non sarà pesantissimo”.
Il presidente di Banca MPS, Giuseppe Mussari, si è
detto convinto che la crisi finanziaria non contagerà l’economia soprattutto in
Italia “perché il tessuto imprenditoriale italiano fatto da migliaia di pmi è
più flessibile e resisterà meglio e anche perché le bolle finanziarie’ non sono
quantitativamente importanti per il nostro Paese”. “La Regione Toscana – ha
osservato Mussari - ha già iniziato un percorso virtuoso e anche l’incontro
previsto con il presidente Formigoni prossima settimana pone la Lombardia in
questa scia”. “In questo momento – ha aggiunto - invece di abbattersi è
necessario cogliere l’opportunità di ragionare e cambiare mentalità sul
patrimonio proprio della piccola impresa che ha notoriamente scarsa dotazione
patrimoniale in quanto il tessuto delle pmi è essenziale e va rafforzato. Il
governo deve decidere di ridurre il carico fiscale anche una tantum”. Infine
Mussari ha fatto notare che per adesso è più una crisi ‘percepita’
psicologicamente, ma nel 2009 invece gli effetti si faranno sentire in modo
concreto”. Il sindaco Cenni ha sottolineato che all’interno del territorio è
difficile individuare cosa precisamente accadrà. “Di sicuro sii può notare che
la città di Siena è portata a vivere sopra le sue possibilità. La Finanziaria è
molto pesante sugli enti pubblici (vedi Ici) quindi nel 2009 ci saranno
pochissimi investimenti possibili. L’impegno sarà di fare cose migliori con
minori risorse. Non è possibile poi che una volta decisa un’opera debbano
passare 5 anni per mettere la prima pietra”.
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