
Presso il “parlamentino” del Cnel a Roma è stato presentato l’Annuario del Lavoro 2008. Il volume a cura di Massimo Mascini, è stato illustrato da Carlo Dell’Aringa, dell’Università Cattolica di Milano, alla presenza del presidente del Cnel (che ha patrocinato l’opera), Antonio Marzano. Il volume analizza i grandi cambiamenti che hanno caratterizzato il 2008. La grande crisi economica che ha sconvolto gli equilibri mondiali, le elezioni politiche che hanno ribaltato gli assetti istituzionali dopo solo un anno e mezzo. La crisi dell’unità sindacale ha reso più fragili le intese che si stavano costruendo con fatica. L’Annuario del Lavoro 2008, proprio a causa di questa situazione che si è venuta a creare, è uno strumento indispensabile di analisi reso concreto dal lavoro di quaranta tra giornalisti e docenti universitari, economisti, giuslavoristi e sociologi. Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente della Commissione Lavoro, Francesco Rivolta, il segretario della Uil, Luigi Angeletti, Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil e Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato. L’intervento di Rivolta è stato incentrato sulla necessità di fare fronte comune di fronte alla grande crisi economica in atto: “Rispetto alla crisi – ha detto Rivolta- parti sociali e parti datoriali, devono fare la propria parte. Serve un comune senso di responsabilità. Anche l’unità sindacale è un presupposto importante”. Parlando poi del contratto del commercio, Rivolta ha osservato che la Confederazione si è posta sempre “il problema della produttività come elemento centrale e quello della flessibilità concordata per sconfiggere la precarietà. Dobbiamo tutelare il capitale umano che per le società dei servizi e del commercio è una risorsa fondamentale”. “E’ nella contrattazione di secondo livello – ha aggiunto Rivolta – che si perde o si vince la sfida della produttività”. Rivolta ha poi concluso ricordando l’andamento molto negativo dei consumi che sta colpendo sia il commercio al dettaglio che la grande distribuzione: “al Sud la situazione è ancora più drammatica. Lì i consumi si sono letteralmente fermati”. Il leader della Uil Angeletti ha detto senza mezzi termini che “l’unica ricetta per affrontare questa crisi è lavorare di più”. “Ormai – ha detto Angeletti – non possiamo più usare gli strumenti adottati in passato per affrontare dei momenti di difficoltà, come quello dell’indebitamento pubblico o della svalutazione della lira”. “Senza un aumento della produttività il Paese rischia il tracollo”. Parlando di contratti, il segretario della Uil ha detto che bisogna spotarsi gradualmente da una contrattazione nazionale ad una di secondo livello”. Angeletti ha poi affrontato il tema della disoccupazione: “L’obiettivo del sindacato è quello di fare in modo che i lavoratori disoccupati rimangano nel mercato, senza un’inutile dispersione di risorse umane”. Susanna Camusso della Cgil ha invece posto l’accento sul fatto che “si sta parlando di questa crisi come se fossimo ancora nel 2007. il vero problema è che tipo di Paese vogliamo trovare quando questa crisi sarà passata. Bisogna capire che scelte fare in politica economica, nei servizi, nell’industria e nelle infrastrutture”. “Per noi della cgil lo strumento dell’indebitamento – ha detto Camusso – non è tabù se si tratta di salvare la Fiat, il settore chimico o Fincantieri”. “E’ inutile parlare di modelli contrattuali – ha osservato ancora – se al momento l’unica cosa che si fa è cassa integrazione”. Infine una battuta sull’accordo proposto da Confindustria: “”La produttività non sostituisce la tutela dei redditi. Per la Cgil serve più contrattazione”.
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