
Qualcosa si inizia ad intravedere, ma nonostante qualche importante imprenditore sia uscito allo scoperto, non si è ancora dipanata la nebbia che avvolge la cordata italiana per il salvataggio di Alitalia. Dopo il recente addio di AirFrance-Klm e il prestito-ponte di 300 milioni, sul quale il Governo dovrà convincere Bruxelles entro la prossima settimana che non si tratta di un aiuto di Stato, il futuro esecutivo continua a lavorare intensamente al dossier.
Se Salvatore Ligresti,
presidente onorario di Fondiaria-Sai, Marco Tronchetti Provera, presidente di
Pirelli, e Mario Moretti Polegato, patron della Geox, hanno già dato una
disponibilità di massima, Luciano Benetton resta alla finestra in attesa di
vedere le prossime mosse del governo. Mentre il presidente di Generali, Antoine
Bernheim, ha riferito di non essere stato contattato. Intanto, si fa strada
‘idea di un apporto finanziario alla cordata da parte di Sviluppo Italia,
l’Agenzia del governo per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle
imprese. Certo è che al dossier Alitalia sta lavorando alacremente, e non da
oggi, Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal presidente del Consiglio in
pectore, Silvio Berlusconi, di mettere insieme la cordata nazionale in grado di
prendere in mano la cloche e riportarla in quota.
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