
L’Italia è in recessione: quello
si temeva per il nostro Paese viene confermato dalle ultime stime del Fondo
Monetario Internazionale. E certificato anche dalle parole del Governatore di
Bankitalia, Mario Draghi, che rileva “segnali negativi per i prossimi
trimestri”. Non solo, ma se il discorso si allarga all’Europa, il Fmi fa sapere
che è “inevitabile” che la crescita rallenterà, perché l’assestamento del
sistema finanziario è probabile che sia “arduo” e “prolungato”. Insomma, a poco
servirebbero ricette globali come quella di una governance europea
dell’economia, lanciata dal presidente francese Nicolas Sarkozy.
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che sia nel 2008 che nel 2009 la crescita del Pil italiano sarà negativa: (rispettivamente -0,1% e -0,2%). Il Governatore di Bankitalia sottolinea che “la congiuntura sta peggiorando” e il Pil italiano è destinato a rimanere negativo ancora per alcuni mesi. Insomma, “gli effetti della crisi si sommano a debolezze strutturali preesistenti. Dopo il calo del Pil nel secondo trimestre”, aggiunge Mario Draghi nel corso di un’audizione in Senato, “i più recenti indicatori confermano segnali negativi per i prossimi trimestri”. In particolare, prosegue Draghi, “calano i consumi delle famiglie, sotto il peso dell’erosione del debito disponibile a causa dell’inflazione e dell’aumento del servizio del debito. Le inchieste congiunturali rilevano pessimismo tra imprese e famiglie”.
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