
Archiviate le elezioni e con un
nuovo Governo alle porte, si torna a parlare della riforma del modello
contrattuale. “Vogliamo partire da un dialogo con le parti sociali, evitando
conflitti pregiudiziali come si sono realizzati in passato, e con la stessa
opposizione”: queste le intenzioni del Pdl espresse nel corso di Sky Tg24
Economia dall’ex sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi. “In un clima più
condiviso si possono fare le riforme”, ha aggiunto.
Sul tema si è espresso anche il
presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha sottolineato
che la riforma “non può essere più rimandata” chiedendo che torni a riunirsi al
più presto un tavolo con i sindacati. “La rigidità dei contratti nazionali”, secondo
Marcegaglia, “opera come un vero tappo sulla possibilità di valorizzare il
lavoro e le scelte dell’individuo”. D’altra parte anche “la contrattazione di
secondo livello, quella in cui si potrebbe coniugare salario e produttivitĂ ,
viene sempre piĂą indirizzata verso le rigiditĂ tipiche del sistema nazionale,
con falsi scambi e aumento dei costi”. Di qui la richiesta della presidente di
Confindustria ai sindacati “di negoziare subito con noi un forte alleggerimento
economico e normativo del contratto nazionale”, di “semplificare drasticamente
il numero e il contenuto dei contratti di primo livello e di cambiare le regole
di impiego del lavoro che sono troppo rigide e scoraggiano gli investimenti”.
La replica è arrivata dal ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: “la presidente di Confindustria ha individuato nell’attacco ai contratti nazionali di lavoro l’obiettivo immediato degli industriali. Contro questa prospettiva è necessario che la sinistra cominci da subito una campagna di informazione in tutto il Paese, per spiegare bene ai lavoratori la posta in gioco e per costruire le condizioni di una lotta contro questo attacco ai diritti dei lavoratori”.
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