
“Come purtroppo accade spesso, non è tutto oro quel che
luccica”. Questo il commento di
Luca Squeri, presidente nazionale di Figisc Confcommercio, alla notizia della
maxitruffa sul pieno di benzina emersa in Lombardia. “Come ci riferisce la
stampa – ha osservato Squeri - si tratta di alcuni impianti della categoria
delle così dette ‘pompe bianche’, cioè operatori indipendenti dai marchi delle
otto solite sorelle del mercato”. “Premesso che in tutti i cesti si trova
qualche mela marcia – ha precisato Squeri - non si deve certo né criminalizzare
né generalizzare tutta una tipologia di operatori. Devo rimarcare che si tratta
di quel segmento della rete che è stato di recente così spesso glorificato e
santificato per la sua politica dei prezzi da alcune Associazioni dei
consumatori, che vi vedono, assieme alla grande distribuzione, il futuro
virtuoso e radioso della rete distributiva dei carburanti, contrapposto a
quello della rete tradizionale. A tal proposito dico chiaramente che, sulla
scia dell’enfatizzazione – e spesso disinformazione – sul tema prezzi,
l’esasperata competizione di mercato, che spinge a cercare volumi comprimendo
oltre ogni ragionevole giustificazione i margini, può anche indurre a cercare
scorciatoie che virtuose e legali non sono affatto e che ricadono a detrimento
del consumatore.” “Sono anni, infatti – ha aggiunto Squeri - che, sull’onda dei
prezzi, ci si accanisce a smontare la rete tradizionale che ha assicurato ed assicura
servizio e capillarità fin negli angoli più remoti del Paese ed a bastonare –
spesso con l’ausilio ed il disinteresse delle Compagnie petrolifere – la
categoria dei Gestori. Bisogna dire che le esperienze ‘innovative’ lasciano più
di qualche perplessità: se la vicenda di ieri è chiaramente pesante, non sono
mancati altri fatti sparsi decisamente più soft, come pubblicità ingannevole,
prezzi civetta, ecc.: insomma, una certa disinvoltura sembra caratterizzare
quello che molti vogliono rappresentare come il lato ‘alternativo, moderno e
proconsumatore’ della rete di distribuzione carburanti.” “Senza considerare –
ha concluso il presidente Figisc - che le stesse mirabolanti promesse della
grande distribuzione (il famoso 10 % di sconto) sono, appunto, promesse che
probabilmente giocano sul fatto che quando si vendono tremila prodotti non è
difficile abbassare il prezzo della benzina per smaltirlo sulle altre
referenze. Non è la premessa più incoraggiante per il Consumatore, né sul piano
della trasparenza né su quello della convenienza.”
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