
La Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Francesco Forgione, nella sua Relazione conclusiva ha sottolineato che “in Sicilia, Calabria e Campania emerge in modo drammatico la condizione di un'imprenditoria che spesso convive, silente o vittima, collusa o intimidita, con il potere pervasivo delle mafie che distorce il mercato e schiaccia la libera impresa e la libera concorrenza, fino a porre un problema di sospensione dei valori di democrazia e di libertà ”. La questione, ovviamente, si legge nella Relazione – “non riguarda soltanto le aree del Mezzogiorno ma tocca complessivamente la trasparenza del sistema economico del Paese”. Dai dati Istat disponibili, riferiti al 2005, emerge una situazione già grave: il Pil del Mezzogiorno e' risultato 'pari a meno di un terzo di quello del centro-nord e meno di un quarto rispetto al pil nazionale', mentre “il pil pro-capite del centro-nord è quasi il doppio di quello del Mezzogiorno” (25 mila euro circa contro 14 mila). “La scarsa capacità dell'Italia in generale, ma in particolare nel Mezzogiorno, di attrarre investimenti - scrivono i commissari – è addebitabile ovviamente al tema della sicurezza, oltre che al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, alla lentezza della giustizia civile ed alla carenza delle infrastrutture'. La mafia 'e''diventata essa stessa economia: con le risorse finanziarie accumulate illecitamente, opera con gli strumenti e la mentalità di un’impresa, con gli ulteriori vantaggi offerti dalla illimitatezza dei propri mezzi economici e dalla possibilita' di condizionare gli imprenditori: nelle realtà dove la criminalità organizzata è fortemente radicata si crea un'economia parallela che attrae risorse umane e finanziarie e le sottrae all'economia legale impedendone lo sviluppo”. La conseguenza è che l’illegalità viene riconosciuta come unica fonte possibile di reddito, in un circuito vizioso in cui la bassa crescita dell'economia legale genera, a sua volta, sottoccupazione o disoccupazione, che spinge il capitale umano ad allontanarsi negli ambiti di attività dell'economia illegale”.
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