
Ue: in Italia crescita piatta nel 2008 e 2009, ripresa
nel 2010
Due anni di crescita piatta. E’ l’orizzonte che l’economia italiana ha davanti a sé secondo la Commissione europea, che nelle 'previsioni d'autunno' indica per l’Italia una crescita del Pil pari a zero per il 2008 e il 2009 e una leggera ripresa allo 0,6% per il 2010.
Nelle 'previsioni' intermedie
dello scorso 10 settembre Bruxelles puntava su un debole 0,1% per l’anno in
corso, in linea con le previsioni del Governo che, nella nota di aggiornamento
al Dpef del 23 settembre scorso, ha stimato un Pil al +0,1% nel 2008 e al +0,5%
nel 2009.
Per quanto riguarda il rapporto
deficit/Pil, salirà al 2,5% nel 2008 e al 2,6% nel 2009, per poi tornare al
2,1% nel 2010. Lo scorso anno aveva raggiunto l’1,6%. L’aumento dal 2007 al
2008 è spiegabile “con il ciclo economico avverso, insieme alle misure di
aumento della spesa, tra cui il consistente aumento delle remunerazioni degli
impiegati”. La Commissione evidenzia però come “le previsioni del 2009 e del
2010 tengano conto dell’impatto del pacchetto di misure triennale approvato dal
Parlamento l’estate scorsa”, con il quale “il Governo ha dato forma ai suoi
impegni di realizzare l’obiettivo a medio termine di un pareggio di bilancio
nel 2011, principalmente attraverso un contenimento progressivo della spesa a
tutti i livelli”.
L’inflazione, infine, si
attesterà al 3,6% nel 2008, per poi scendere al 2% nel 2009 e risalire
leggermente al 2,1% nel 2010. Le stime, avverte la Commissione, sono state
formulate “assumendo un calo dei prezzi dell’energia delle materie prime”.
“Un’inflazione più bassa e alcuni aumenti dei salari – scrive Bruxelles -
sosterranno i redditi. Una leggera ripresa nei consumi privati dovrebbe
gradualmente materializzarsi nel 2009 e nel 2010, portando ad una
stabilizzazione del tasso di risparmio delle famiglie”.
Per quanto concerne Eurolandia,
infine, nel 2009 non crescerà, limitandosi ad un flebile +0,1%, per poi tornare
ad uno 0,9% nel 2010. Nel 2007 era al 2,7%. “L’orizzonte economico - ha
spiegato il commissario economico Joaquin Almunia - è diventato
significativamente più cupo, in quanto l’economia europea è colpita dalla crisi
finanziaria che si è aggravata durante l’autunno e che sta facendo danno alle
imprese e alla fiducia dei consumatori”.
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