
“Denunciare si può e si deve, denunciare conviene”.
E’ l’appello lanciato da Palermo da Luca Squeri, presidente della
Commissione nazionale di Confcommercio per la
Sicurezza. Squeri - nel corso di un incontro con la
stampa organizzato da Confcommercio Palermo cui hanno
partecipato anche il presidente di Confcommercio Sicilia, Roberto Helg, e il
questore, Giuseppe Caruso – ha affermato che “la mafia ha avuto negli ultimi
tempi attacchi che sono determinanti per creare una situazione che permetta
anche alla societĂ civile di dare un proprio contributo per estirpare alla
radice questo fenomeno”. E ha annunciato per la Sicilia “una presenza costante
insieme con gli associati” assicurando un “contatto concreto, assistenza anche
legale”. Un messaggio “che tende a completare la svolta che stiamo vivendo in
questo momento”.
Una svolta che, evidentemente,
non è soltanto a parole. Nel corso dell’incontro il presidente
di Confcommercio Palermo, Roberto Helg, ha infatti annunciato che
nell’ultima settimana di gennaio è stato sospeso dall’Associazione di Palermo
un imprenditore “di tutto rispetto” che potrebbe aver pagato pizzo alla mafia
senza averlo mai denunciato. Per questo, Confcommercio Palermo lo ha sospeso
dall'associazione. “Ci auguriamo – ha detto - che possa dimostrare nel tempo la
propria estraneitĂ . Ma allo stato attuale abbiamo preso questo provvedimento
perché chiediamo a tutti di collaborare con le forze dell’ordine e la
Magistratura. Nel momento in cui questa disponibilità non c’è stata, abbiamo
provveduto alla sospensione”. Il nome dell'imprenditore sospeso sarebbe apparso
sulla lunga lista del 'libro mastro' trovato nel covo del boss mafioso
Salvatore Lo Piccolo. Ma quando Confcommercio lo ha convocato per avere ulteriori
chiarimenti e per chiedergli di denunciarlo l’associato avrebbe negato. “Non
sappiamo - ha detto Helg - se pagava il pizzo, lo accerterĂ la Magistratura.
Noi abbiamo invitato tutti gli associati a collaborare e finora lo hanno fatto
tutti. Questo imprenditore, però, non ha aderito all’invito di presentarsi e
noi lo abbiamo sospeso. Le nostre regole sono ferree”.
“C’è qualche risveglio” degli
imprenditori e degli altri operatori economici vittime del pizzo, ha commentato
il questore di Palermo, Giuseppe Caruso. “Prima si contavano sulle dita
di una mano coloro che denunciavano e adesso, invece, piĂą di qualcuno ha preso
in considerazione l’idea di venire da noi. Evidentemente si sentono più
protetti. Noi abbiamo dimostrato che coloro che hanno fatto questo passo sono
statti tutelati adeguatamente”.
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