
Il sindaco di Roma e segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha incontrato i vertici di Confcommercio e un’ampia rappresentanza delle organizzazioni territoriali e di categoria della Confederazione. Un appuntamento fissato da tempo, ma che ovviamente non poteva non risentire di quanto sta avvenendo a livello politico.
A fare gli onori di casa, ovviamente, il presidente Carlo Sangalli,
che nel suo intervento (vedi file allegato, ndr) ha sottolineato che
“per un Paese che cresca di più e meglio, assicurando sviluppo ed equità , oltre
che il risanamento della finanza pubblica” è prima di tutto necessario un
intervento sulle tasse. “Quali che saranno gli esiti della crisi, il primo
punto dell’agenda di governo sul terreno della politica economica – ha
affermato - è chiaro, chiarissimo: giù le tasse, ora o mai più, per reagire a
prospettive di crescita debolissima nel 2008, sostenendo la domanda interna e i
consumi delle famiglie”. Ma giù le tasse, ha continuato, “anche per forzare
l’efficientamento della spesa pubblica e per far fronte, in questo modo,
all’esigenza di correzioni strutturali dell’andamento dei conti pubblici per
almeno 30 miliardi di euro nel prossimo triennio”. Secondo Sangalli in Italia
“si stenta ancora a mettere in campo un progetto serio” per la riduzione della
pressione fiscale, per il quale è necessario partire “dalla riduzione del
prelievo fiscale sui redditi da lavoro, pur ricordando che ancora molto resta
da fare anche sul versante della fiscalità di impresa”. Secondo il presidente
di Confcommercio “è giunto il momento di dire basta alla logica dello 'spendi e
tassa” perché “occorre determinazione nel ridurre inefficienze e sprechi della
spesa pubblica, stimati nell’ordine dei 70 miliardi di euro all’anno,
all'incirca 5 punti di Pil”. “E’ sulla capacità di affrontare e risolvere il
nodo della ristrutturazione, della riqualificazione, della riduzione della
spesa pubblica che oggi sono chiamati a misurarsi i riformisti dell’una e
dell’altra parte e certamente anche il riformismo del Partito democratico”, ha
aggiunto Sangalli rivolgendosi a Veltroni e sottolineando comunque che “non c’è
necessità di macelleria sociale, né di lacrime e sangue. Non ci sono 'bestie'
da affamare ma, sicuramente, qualche appetito di troppo deve e può essere
moderato”.
Il presidente di Confcommercio, poi, ha chiesto una
“svolta culturale e politica” nell’attenzione verso il settore dei servizi, dal
quale, nel futuro, “potrà venire il di più di crescita, di produttività e di
occupazione, di cui il nostro Paese ha necessità ”. “Possibile- si è chiesto
polemicamente - che, ancora oggi, la pratica della concertazione si faccia a
prescindere da un’oggettiva valutazione di chi rappresenta che cosa, e
stranamente e ripetutamente dimenticando che chi è oggi qui rappresenta
qualcosa come il 40% del Pil e dell’occupazione?”.
Il segretario del partito
Democratico, ha iniziato il suo intervento sottolineando che “l’Italia è un
Paese bloccato, bisogna superare la cultura del veto ed è possibile farlo
prendendosi tre mesi per realizzare le riforme”. Veltroni ha descritto
l'Italia come un Paese con grandi potenzialità frenato però da “un assetto
politico istituzionale che sta avvinghiato alle gambe di questo Paese
impedendogli di correre”. “Ci sono alcune grandi imprese – ha detto il sindaco
di Roma - che hanno dimostrato che il declino e' reversibile. Chi avrebbe
scommesso 6-7 anni fa sulla Fiat?”.
“Quando vedo di dati di vendita della nuova 500 all'estero - ha aggiunto - mi convinco di come in Italia
esistono ancora imprese capaci di
investire ancora sul prodotto. E’ così che le imprese italiane conquistano
invece di essere conquistate”. “Dobbiamo rompere - incalza Veltroni - una delle
culture dominanti: la cultura del veto e della fragilitĂ . La nostra democrazia
rischia di essere schiantata dal sistema dei veti, dalla voce grossa delle
minoranze che rischia di essere piĂą forte di quella delle maggioranze. L'Italia
non cresce quanto dovrebbe, in Europa siamo sopra solo alla Grecia. Secondo
Veltroni, le ricette per rimettere in moto la macchina Italia sono:
semplificazione della vita pubblica, riduzione fiscale e nuovo ossigeno per il
Pil”. Parlando di tasse, Veltroni ha sottolineato che in Italia “la pressione
fiscale è eccessiva, pari al 43% del reddito. Una quota che “viene divorata da
una parte dal debito e dall’altra dall’inefficienza della pubblica
amministrazione”. “In questo momento – ha aggiunto il segretario del Partito
Democratico – è necessario agire per la riduzione della pressione fiscale,
semplificare la vita pubblica e snellire le procedure per le decisioni per
le infrastrutture, perché non ci
vogliono anni per fare una Tav”. Veltroni ha provato a modificare lo slogan
finora utilizzato dalla sinistra, cioè pagare tutti per pagare meno: “Proviamo
a dire pagare meno e pagare tutti, facciamo uno Stato amico della crescita, che non distingue fra
lavoratore dipendente e autonomo ma fra
contribuente leale e sleale”. Veltroni, rispondendo poi ad alcune domande ha
affrontato il tema della concertazione: “la concertazione è un mezzo e non un
fine e deve essere utilizzata per migliorare e incentivare lo sviluppo del
Paese”. “E’ una piccola precisazione –
ha aggiunto il sindaco di Roma che però trasforma l’approccio”. “Serve – ha
ribadito Veltroni - una grande concertazione per lo sviluppo, invece di
metterci intorno a un tavolo per vedere aÂ
chi farla pagare questa volta, sediamoci per cercare politiche per far crescere il Paese”.
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