
“Se diamo
un’informazione sbagliata qualcuno può sentirsi legittimato a dare luogo a
nuovi aumenti e a generare quindi fenomeni di speculazione”. In questa frase di
Mister Prezzi, Antonio Lirosi, si possono condensare le reazioni innescate
dall’improvvido annuncio fatto pochi giorni fa da un’associazione di
rappresentanza degli agricoltori – prontamente cavalcata da un paio di
associazioni di consumatori - circa un imminente e forte rialzo del prezzo di
frutta e verdura, dovuto all’ondata di freddo che ha colpito il nostro Paese
negli ultimi giorni.
Non è certo la prima
volta che succede. Ma è di sicuro la prima occasione in cui il coro di critiche
contro affermazioni del genere è stato compatto ed unanime, una sorta di
controinformazione naturale per bilanciare gli effetti nefasti che possono
produrre.
Una
breve rassegna delle dichiarazioni rilasciate varrĂ piĂą di molte altre parole.
Cominciando dai diretti interessati, gli agricoltori. In un comunicato, Confagricoltura
ha sottolineato di aver “da sempre preso le distanze da questo tipo di
comunicazione, dai sondaggi 'fatti in casa', dalle previsioni immaginifiche.
Parlare di aumenti anche quando non ci sono serve solo ad avere discutibili
ritorni mediatici e provoca danni diretti e indiretti al comparto
incalcolabili”. L’Associazione ha poi commentato con soddisfazione le
dichiarazioni del garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, che
ha chiesto una moratoria a quelle associazioni agricole che “ogni giorno
annunciano aumenti di prezzi privi di fondamento, che ingenerano aspettative
inflazionistiche”.
Sulla stessa linea il presidente
di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, che dalle colonne de La Stampa
ha parlato di “allarme ingiustificato” denunciando le speculazioni che vengono
generate dagli annunci dei rincari: “il rituale è questo, che abbiamo giĂ
visto. Ma se in passato può essere stato in taluni casi fondato, oggi non direi
altrettanto”. Molto chiaro anche il
vicepresidente di Mercati Associati (organismo che riunisce e
rappresenta una trentina dei maggiori
centri agroalimentari e mercati ortofrutticoli all’ingrosso), Massimo
Pallottini, per il quale è opportuno convocare “un vertice nazionale nel quale
il Garante dei prezzi convochi gli ordini professionali dei giornalisti e dei
comunicatori di impresa, ma anche i
rappresentanti degli enti ufficialmente incaricati di rilevare l’andamento dei
prezzi generi alimentari e leÂ
associazioni dei consumatori per fermare una informazione
approssimativa, sensazionalistica,
sbagliata, o addirittura cointeressata o strumentale sull’andamento dei prezzi
al consumo”. Ma anche all’interno
delle associazioni dei consumatori c’è chi dice no. Per Telefono
Blu Sos Consumatori, infatti, fornire in maniera confusa dati di
aumenti sui generi alimentari e non si traduce in un “danno per i consumatori”.
“Fare i conti sulle gelate (che esistono da sempre nel nostro Paese)
dichiarando che giĂ i prezzi aumenteranno ancora prima di andare nei mercati e
verificarne la consistenza, serve solo ad alzare i prezzi”.
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